Le priorità politiche di Monti e Bersani ignorano i problemi degli italiani

monti-bersani_530X0_90di Magdi Cristiano Allam – Io Amo L’Italia

Se volessimo immaginare quale sarà l’Italia della “Terza Repubblica” potremmo fare riferimento ai primi provvedimenti che i tre principali leader dicono che assumeranno qualora dovessero diventare il nuovo capo del governo. Per Monti sarà “una legge elettorale seria”, perché “questa non è degna di un Paese come l’Italia”. Per Bersani “sarà assicurare che chi nasce qui figlio di immigrati è italiano”. Per Berlusconi l’abolizione dell’Imu (Imposta Municipale Unica) al primo Consiglio dei ministri”.

Ebbene Monti e Bersani dimostrano di essere totalmente distanti dalla realtà che negli ultimi 12 mesi ha visto raddoppiare il numero degli italiani che soffrono la fame diventando 6,2 milioni, 47 mila famiglie costrette ad abbandonare la casa perché non hanno i soldi per pagare il mutuo, l’aumento del 23% dei disoccupati portando complessivamente al 37,5% gli inattivi sul totale della forza lavoro, 200 imprese che mediamente al giorno sono costrette a fallire paradossalmente perché creditrici, la crescita del debito pubblico di 153 miliardi e la riduzione del Pil del 2,4% nonostante il maggior gettito fiscale grazie al più alto livello di tassazione al mondo.

Ma anche volendo entrare nel merito delle priorità politiche, prima di scagliarsi contro questa legge elettorale che fu voluta da tutti i partiti nel 2006, che poi è stata denunciata da tutti i partiti ma che nessun partito ha voluto veramente cambiare, Monti dovrebbe prendere atto che se c’è un fatto del tutto “indegno” è la sua nomina a capo del governo senza alcuna legittimazione popolare il 16 novembre 2011 e la sua rivendicazione di continuare a governare l’Italia senza sottoporsi al responso degli italiani alle Elezioni del 24 febbraio. In un’Italia dove la sovranità popolare è stata del tutto violata con un Parlamento di designati, un capo dello Stato designato dal Parlamento di designati, sappiamo anticipatamente che se Bersani non dovesse riuscire ad aggiudicarsi il premio di maggioranza, Monti continuerà a fare il primo ministro senza presentarsi alle Elezioni, mentre qualora dovesse assumere Bersani la guida del governo, Monti diventerà Presidente della Repubblica quasi fosse un premio di consolazione. Insomma Monti o come capo del governo o come capo dello Stato ce lo dobbiamo tenere, senza il consenso degli italiani. Caro Monti “questo non è degno di un Paese come l’Italia”!

Quanto a Bersani è del tutto evidente che la sua priorità non sono gli italiani che la politica criminale di Monti, da lui avallata, sta riducendo in povertà distruggendo l’economia reale e condannando a morte le imprese, bensì la crescita del consenso del Pd acquisendo il voto degli immigrati. Così come è del tutto arbitrario che nelle Primarie del Pdl sia consentito agli stranieri di votare, laddove la nostra Costituzione contempla il voto solo ai cittadini, è ugualmente un tradimento dell’interesse primario degli italiani considerare che la priorità di governo è favorire l’interesse degli stranieri.

Berlusconi è il solo leader che si occupa dei problemi reali degli italiani individuando nell’abolizione dell’Imu il primo provvedimento che assumerà nel caso in cui diventasse capo del governo. Va detto che fu lo stesso Berlusconi a introdurre l’Imu per la seconda casa il 23 marzo 2011, estesa anche alla prima casa da Monti il 6 dicembre 2011. Questo provvedimento andrebbe contestualizzato in una riforma autentica dello Sviluppo, dello Stato e della Società. Affermando che non solo è ingiusta la tassa sulla casa, ma è illegale tassare qualsiasi bene acquistato con denaro già tassato. Di fronte a una crisi strutturale della globalizzazione che sta trasformando l’Italia ricca in italiani poveri, dobbiamo avere il coraggio di scelte anche ardite ma che corrispondono al legittimo e doveroso sano amor proprio.

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7 Risposte to “Le priorità politiche di Monti e Bersani ignorano i problemi degli italiani”

  1. Stelio Bonsegna Says:

    Caro Magdi, gradirei un suo più chiaro e definito, futuro schieramento, nella complessità partitica italiana.

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    • Salvatore Says:

      Caro Stelio, mio nonno diceva ‘anche il tuo nemico in alcune circostanze può aver ragione. Magdi il giorno 2 gennaio 2013 é venuto in Umbria, a Castel Ritaldi per la precisione, chiarendo la sua logica politica, quella di correre da solo. In questo modo potrà dare atto ai politici che dicono cose sensate ed a chi continua a prenderci per i fondelli. Berlusconi ci ha preso per i fondelli ma sull’ Imu ha ragione Magdi. Senza se, senza ma.

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  2. sere Says:

    Se continuano a rimanere le stesse persone con gli stessi inciuci politici convenienti solo a loro stessi ..non ci sarà mai una terza “Repubblica”..ma solo un continuo della prima e seconda! Loro beati e noi sempre più disperati.

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    • Salvatore Says:

      Ma a chi si riferisce? Non capisco e spero non ad Allam in quanto forse non é sulla strada giusta la sua affermazione.

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      • sere Says:

        Mi sembrava chiaro che non mi rivolgevo ad Allam…lui non ha partecipato a nessun governo….ma a chi lo ha fatto negli anni passati e che continua a farlo..con nuove alleanze.

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  3. Gianpietro Says:

    Magdi Cristiano Allam fa un analisi della situazione sociale, economica e politica odierna pienamente condivisibile. Ho seguito il suo intervento il 2 gennaio scorso e sono rimasto piacevolmente colpito. La suddetta situazione ha un anno di nascita ben preciso.1995. In questo anno nasce l’organizzazione mondiale del commercio, meglio nota come WTO, seguito dall’FMI Fondo monetario internazionale. Nasce il controllo dell’economia mondiale attraverso regole decise da burocrati chiusi in uffici di imperi finanziari, banche, agenzie di rating e di multinazionali, tutti d’accordo a favorire l’incremento del capitale di pochi sfruttando il territorio, il lavoro, le risorse, i sogni e i progetti della maggioranza della gente. Il cosiddetto ceto medio e povero. E’ da allora che è nata la crisi. Nel corso degli anni, come l’acqua in un fiume durante una pioggia torrenziale, si è ingrossata fino a rompere gli argini nel 2008.
    Ora tutto deve finire. La classe dirigente Italiana che ha governato il paese da quella data è tutta colpevole. Tutti i protagonisti politici italiani di questi anni hanno appoggiato, condiviso e portato avanti questa politica economica internazionale. Dal 1995 in Italia si sono succeduti governi cosiddetti di centrosinistra e di centrodestra, nessuno di loro ha mai spiegato esattamente agli italiani la verità, cioè quello che in quegli uffici lontani da noi, persone senza un morale, senza anima e senza amore per il prossimo, ma con un solo credo, il denaro, stavano architettando.
    Tutta la politica fino ad oggi è colpevole della povertà che sta allargando le maglie sempre di più. Ora tutto deve finire. Ora servono coscienze pulite, scelte coraggiose e decise. Servono persone di spessore. Nelle parole di Magdi Cristiano Allam tutto questo spicca, ma quest’ultimo non deve, secondo il mio modestissimo parere difendere, allearsi, condividere politici, partiti, azioni che sono stati e state e sono tuttora complici di un declino devastante. Correre da soli, correre con chi ha una coscienza pura, con chi vuole impegnarsi per risollevare per prima cosa i sogni, i progetti di quel ceto medio e povero riconsegnandogli il territorio, le risorse e quindi la vita. Per dire basta. Per togliere il potere, partendo dal nostro paese, a chi è colpevole oggettivamente. Fino a d’ora nessuno escluso.

    Gianpietro Barletta

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