Parole strumentalizzate: Civico, Civile

Civico. Civile. Due parole che hanno un significato ben preciso.

Se si vuole mettere la parola fine alla vita di una Repubblica per la prima volta, lo si dovrebbe fare in questo momento storico. La gente comune sta prendendo coscienza che c’è bisogno di partecipazione, che non ha più senso delegare un vuoto politico ma che bisogna fare un passo dentro, agire in prima persona. Avere una possibilità.

Civico. Civile. Due parole che hanno un significato ben preciso.

Negli ideali e nei progetti di grandi personalità della storia che hanno lasciato un segno nelle generazioni seguenti c’è un filo conduttore, questo è la parola “unione”. Di questa parola il vecchio potere, la politica italiana delle poltrone, ha timore. I suoi protagonisti tentano di rimanere sugli scudi usando da sempre in modo improprio parole incastonate in slogan, ma la natura delle parole è trasparente, è sotto gli occhi di tutti, se la si mette fuori luogo lo si nota subito.

Civico. Civile. Due parole che hanno un significato ben preciso.

Oggi vediamo queste due parole campeggiare su simboli di liste, movimenti, partiti ancora una volta spacciati per nuovi, diversi, creati dal basso. Formati da tutti per tutti. Non è ancora una volta vero. Non c’è niente di civile, niente di civico in questi raggruppamenti politici, ma solo un disperato tentativo di rimanere a galla.

Civico Civile. Sono parole che significano partecipazione, impegno, convivenza, valori, possibilità di decidere il proprio futuro. Sono parole da restituire alla gente comune che non ha mai abitato nei palazzi del potere e che entrando all’interno di quegli ambienti ne cambierebbe “l’arredamento”

Gianpietro Barletta

 

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Una Risposta to “Parole strumentalizzate: Civico, Civile”

  1. M.Grazia Says:

    E ci sarebbe da cambiare, oltre che “arredamento”, soprattutto “aria”! Aprire le finestre, far entrare una ventata di aria nuova con persone, giovani, provenienti dalla società “civile” (per riprendere la parola di Gianpietro) in tutti i sensi, cominciando dall’educazione impartita dalle famiglie che dovrebbero ricominciare ad educare i propri figli al rispetto, all’umiltà e al bene comune,valori che oggi stanno scemando in favore di una “globalizzazione” che rende gli esseri umani omologati e preda di social network, blog, internet, che, inevitabilmente finisce per annullare il rapporto umano in favore di un progresso che di “umano” ha ben poco.

    Maria Grazia Catanzani

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