I CATTOLICI HANNO MOLLATO MONTI O MONTI HA MOLLATO I CATTOLICI? ENTRAMBE LE COSE

Scena prima, Cagliari.

Giorgio La Spisa è assessore al Bilancio della giunta berlusconiana in Regione Sardegna. Ex Forza Italia, cattolico, iscritto alla Fraternità di Comunione e Liberazione. Annuncia lo strappo dal Pdl e la candidatura nella Lista Monti. Capolista al Senato. Tante grazie all’eurodeputato Mario Mauro, suo pigmalione presso il Professore. E molto mal di pancia in casa Udc che considera uno sgarbo l’aver preferito come testa di serie un berlusconiano pentito piuttosto che un fedele “montino”. Però, anche gli amici ciellini non esultano. «Non è per niente scontato che lo voteremo».

Scena seconda, Milano.

Dopo l’accordo con la Lega, Formigoni mastica amaro e si prepara ad accettare la candidatura nelle liste del Pdl. Scelta realistica, dicono i formigoniani, la politica è l’arte del possibile. Albertini, che proprio dal governatore uscente ha ricevuto l’investitura a candidato presidente, deve decidere se continuare a correre per “testimoniare”. Oppure rassegnarsi a un’uscita di scena onorevole. Intanto fa molto scalpore il disimpegno dalla Lista Monti annunciato, via Corriere della Sera, da Corrado Passera. Nell’intervista con Ferruccio de Bortoli l’ex di Banca Intesa si rappresenta un futuro politico vestito alla marinaretto del cattolicesimo popolare. Sensibile alla economia sociale di mercato. Agli agenti sociali no profit. Alla libertà di educazione. Difficile, però, coniugare la verve da Katholikentag con il «mi auguro una coalizione Bersani-Monti». In fondo non è l’outing che Berlusconi aspettava per confermare la sua accusa truculenta a Monti di essere una «comparsa», una «stampella della sinistra», «una sciagura»?

Scena terza, Roma.

«No, Monti non ci sarà e forse anche il nostro incontro verrà rinviato». Vigilia del raduno capitolino del cosiddetto gruppo dei cattolici di Todi. È uno dei principali promotori a parlare. Chiede l’anonimato. Confessa che in vista del meeting c’erano state diverse telefonate tra i più stretti collaboratori del premier e ambienti della Conferenza episcopale. Da parte cattolica si cercava di saggiare le intenzioni del Professore, verificare la sua disponibilità non tanto o non soltanto su temi etici e princìpi non negoziabili. Ma a una apertura più marcata in tema di sostegno alle famiglie flagellate dalla crisi, scuole libere, Terzo settore. Conclusione? «Il Professore ci ha fatto sapere che la sua partecipazione non sarebbe stata “opportuna”. La scusa? La presenza di movimenti religiosi come i Neocatecumenali e l’Azione cattolica». Insomma, tutti gli endorsement ecclesiali pro-Monti l’Epifania se li è portati via. «Adesso la questione che si pone è: dobbiamo consegnare la rappresentanza dei cattolici ad Andrea Riccardi o turarci il naso e votare Berlusconi o Bersani?». Un bel problema. Intanto, un’ora dopo il nostro colloquio, martedì 8 gennaio, l’insider di Todi conferma via sms: «Rinviata riunione del 10…». E l’ultimo endorsement pro Monti probabilmente finisce qui. CAFFARRA E LA TRISTEZZA DEI CUORI

Scena quarta,

in viaggio sul Freccia Rossa, tratta Milano-Bologna. I controllori delle Fs prima di timbrare il biglietto ti chiedono un’offerta libera. «Stiamo facendo una colletta per i senza fissa dimora ospitati dalla Comunità di Sant’Egidio. Desidera versare un contributo?». In effetti il peso del ministro Riccardi, leader della Comunità di Sant’Egidio folgorato sulla strada di Monti e gran visir della Sublime Porta d’Oltretevere, si capisce già da questi piccoli e benemeriti privilegi. Eccetto i venditori napoletani di calzini che sono soliti battere i vagoni in partenza dalla stazione Termini, non c’è ricordo che Ferrovie dello Stato mettesse a disposizione i suoi impiegati per collette di alto contenuto sociale.

Scena quinta, Bologna.

Siamo in visita privata al cardinale e arcivescovo di Bologna. «Quel che ho da dire come pastore lo dirò a tempo opportuno. Naturalmente la Chiesa non fa politica e non indica partiti. Quando verrà il momento esporremo i nostri criteri di giudizio sulla situazione». Ma le preoccupazioni del cardinale non riguardano partiti e politica. «Vede, c’è qualcosa di peggio delle tribolazioni. Le tribolazioni si possono sopportare e diventare perfino occasioni di un bene grande, come dice san Paolo. È la tristezza del cuore che, invece, è male. Un male insopportabile.  È la tristezza dei cuori, questa sperdutezza delle anime, che mi preoccupa e che mi mobilita. Come uomo e come pastore. Poiché tutto si può portare, ma non ciò che sembra smentire che siamo fatti per la felicità».

Scena sesta. Crotone.

Un giudice sentenzia che la rivolta dei tunisini nel centro di raccolta per clandestini di Capo Rizzuto non costituisce reato. Assolti con formula piena «perché hanno agito per legittima difesa e in nome del diritto alla dignità». Commento di un cappellano di penitenziario che ha simbolicamente aderito a “Amnistia, giustizia e libertà”, l’unica lista di scopo in corsa e che inutilmente Marco Pannella ha cercato di apparentare alla Lista Monti. «Dopo questa sentenza c’è da aspettarsi lo scoppio delle carceri. Infatti, se ha ragione il giudice di Crotone e le nostre carceri sono quello che sono, cioè pattumiere sociali dove vengono violati i più elementari diritti umani, perché i detenuti non dovrebbero scendere in rivolta per poi essere assolti e mandati liberi in quanto agirebbero “per legittima difesa e diritto alla dignità”?».

IL DESTINO DEL MONDO

Insomma, grande è la confusione e il freddo sotto il cielo della politica che si confronta con il cosiddetto “mondo cattolico”. Ma si capisce, non è solo una questione interna alla Chiesa italiana. Basta scorrere i due maggiori quotidiani nazionali, entrambi su esplicite (Repubblica) o più graduate (Corriere della Sera) posizioni favorevoli a un governo Bersani con “stampella” Monti, per intuire che in questa fase non sono gradite agende che non trovino la benedizione di un certa élite europeista, fortemente economicista e rudemente irreligiosa.

Non sfugge inoltre, il fatto che anche dalla Casa Bianca arrivano segnali a tenere a freno quel cattolicesimo che molto filo da torcere sta dando all’amministrazione democratica e alla sua riforma sanitaria che contrasta ogni principio di libertà di coscienza. La telefonata di Obama a Monti, arrivata nei giorni delle festività natalizie, ma tenuta “viva” fino a questa settimana, è un chiaro segnale di quali siano gli endorsement che contano sul serio. D’altra parte l’Europa a guida tedesca è apertamente schierata con Monti e con la garanzia di cosiddetto “rigore” che il Professore rappresenterebbe anche in caso di un governo delle sinistre. Più in generale, sotto il profilo geopolitico, la Casa Bianca sembra aver scelto come propri alleati o, per lo meno, come interlocutori privilegiati nel Mediterraneo del sud i Fratelli Musulmani del presidente egiziano Morsi. Mentre i fratelli hollandiani, sensibili alle rivoluzioni “etiche” in materia di agenda gay, aborto, eutanasia, sarebbero i naturali partner dell’amministrazione Obama sulla sponda europea del Mare Nostrum.

Cosa comporterà tutto ciò per i cristiani italiani ed europei?

Intanto sappiamo cosa sta comportando per i cristiani dell’altra sponda. Come ha denunciato in una drammatica intervista a Radio Vaticana il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, «in passato io dicevo che noi di Gerusalemme siamo la Chiesa del Calvario, ma ormai tutto il Medio Oriente è Chiesa del Calvario». Il Calvario per i cristiani occidentali forse non ci sarà. Ma è chiaro, anche qui in Italia, appendice di un’Europa a guida burocratica “illuminata”, che essi potrebbero ben diventare come quelli cresciuti con don Giussani e ai quali, in una lontana udienza estiva del 1982, Giovanni Paolo II disse: «Voi non avete patria perché voi siete inassimilabili da questa società».

Gli inassimilabili.

Ecco un buon aggettivo per un’agenda, presente e futura, di unità anche politica dei cristiani.

Luigi Amicone

 

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Una Risposta to “I CATTOLICI HANNO MOLLATO MONTI O MONTI HA MOLLATO I CATTOLICI? ENTRAMBE LE COSE”

  1. RenatoDomenicoOrsini (@VicusMartis) Says:

    Clericali non cattolici, da sempre estranei al Risorgimento dell’Italia ed interessati solo ai finanziamenti assistenziali ed al potere occulto esercitato nell’ambra dei conventi dorotei

    "Mi piace"

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