LA SCONCERTANTE POLITICA ITALIANA

Riceviamo e pubblichiamo

Ci risiamo con la baraonda delle consultazioni elettorali ; ci risiamo con gli slogan che dipingono platealmente l’Italia come una natura morta se non cambia , che mostrano un Paese che difende più che le famiglie il concetto di famiglia , che incitano a tagliare le spese superflue dimenticando quelle importanti e pesanti; ci risiamo con la frenetica caccia al voto a colpi di promesse più o meno realizzabili o di pie illusioni ; ci risiamo con un esercito di candidati a caccia di effimera gloria e benessere personale ; ci risiamo con le indegne gazzarre televisive tra giornalisti non professionisti , in quanto non super partes , e politici che fino a pochi minuti prima di andare in onda, mentre si fanno “ truccare “, ripassano il compitino da ripetere nel corso della trasmissione . In sintesi questa è la cronaca di almeno tre mesi di campagna elettorale . Tutti pronti a condannare il sistema , ma sempre pronti a sostenerlo così com’è , tanto, se dovesse malauguratamente cambiare , ciò si verificherebbe con la successiva legislatura, però non prima dei soliti provvedimenti garantisti ad hoc made in italy.

Sentiamo a volte nostalgia per la politica del passato dove i toni erano sempre , o quasi sempre , garbati e misurati e gli argomenti venivano trattati con cultura politica e personale , nel segno del rispetto sia dell’avversario , sia del pubblico . Sentiamo anche un certo sgomento per il distacco sempre più ampio ed evidente della politica dalla realtà e dalla gente , si percepisce un’ipocrisia a tratti insopportabile .

La prima reazione a questo processo di arretramento democratico culturale del nostro Paese, è quella di non recarsi al seggio elettorale , ma sarebbe come calpestare la propria libertà e con essa il sacrificio di chi ha aspramente lottato per il diritto di voto universale . Certo in un siffatto scenario è assai difficile scegliere a chi affidare il proprio voto , la fiducia incondizionata ; scegliere tra falsi sincretismi o alleanze occulte nate dopo pranzi o cene magari a carico del contribuente ; scegliere tra cartelli elettorali che in comune hanno solo l’ambizione personale dei vari leaders e la necessità di piazzare parenti, amici ed amici degli amici per assicurare generazioni devozionali in incarichi più o meno importanti nella mastodontica macchina statale ; scegliere piccoli movimenti con grandi aspirazioni, nati come funghi a causa del malcontento generale , all’apparenza puliti ma ancor prima di nascere sporchi , finti paladini di una giustizia che è solo loro appannaggio .

Fino a quando non si metterà mano ad una sostanziale e corposa rivisitazione della nostra cara ma vecchia , troppo vecchia , Costituzione vivremo di ingovernabilità , di debito pubblico inarrestabile , di regresso su tutti i fronti , continueremo ad avere una struttura statale enorme ed esageratamente costosa .

Ma le torte per essere complete hanno bisogno della decorazione ,ed ecco la ciliegina , ovvero i candidati . Un assortimento ampio di cariatidi della politica sempre in ottima salute , di capi cordata come Berlusconi che promettono grandi cose sapendo benissimo che non potranno mantenere le onerose promesse , perché il sistema non lo consentirebbe ; come Bersani che scambia l’Italia per una giostra e dichiara che lui adesso farà un giro e poi lascerà il gioco al giovane Renzi per ringraziarlo per l’appoggio occulto per alcuni suoi fedeli in lista con Monti, e per non aver creato troppe difficoltà dopo la farsesca storia delle primarie all’italiana e ancora Bersani, che con gergo poco elegante minaccia di sbranare chi attacca il suo partito per lo scandalo delle banche , e sottolineo le banche , dato che è noto a tutti che il suo partito controlla da tempo molte banche italiane attraverso manager e consiglieri ; chi non ricorda la famosa telefonata di Fassino vecchia di qualche anno, quando era il capo del suo partito, in cui esclamava con gioia “ abbiamo una banca “ e non si riferiva al Monte dei Paschi di Siena. Cosa dire poi di Monti che avrebbe dovuto traghettare da tecnico il governo del Paese, già avviato verso riforme importanti di bilancio approvate dall’Unione Europea , verso la scadenza elettorale . Monti consapevole che il governo Berlusconi era caduto più per la debolezza dell’asse che lo sosteneva e per i seguaci di Agostino Depretis inventore del trasformismo, che per risultati negativi nell’azione di governo e per la solita guerriglia franco tedesca che, grazie ai soliti collaborazionisti italiani, stava alimentando tensioni sui mercati finanziari incomprensibili e insostenibili , è riuscito a fare ciò che i nostri politici di lungo corso non avevano mai voluto fare per evitare problemi con le caste elettorali , con l’eccezione del prode Prodi abbattuto dai suoi compagni prima che lui abbattesse l’Italia , cioè aumentare la tassazione come mai prima, per poter continuare a stare in prima fila al cinema dei paesi che contano. Però occorre riconoscergli qualche merito: ha aumentato il debito pubblico portandolo al record ; ha aumentato la disoccupazione ; da grande esperto , così dicono, di economia, ma lo era anche Marx che però perdeva regolarmente tutti i suoi investimenti finanziari e per questo aveva sempre bisogno di soldi , ha salvato le banche per sanare sofferenze importanti, ma senza nessuna ricaduta a favore di clienti privati o aziendali per sostegno alle iniziative familiari o imprenditoriali; ha instaurato una repressione senza precedenti verso l’evasione , ma solo con chi ha un indirizzo certo e beni sicuri ; ha inventato il suicidio per disperazione e , infine , si è autoproclamato salvatore della patria per aver evitato il peggio , ma non ha mai spiegato da chi e da cosa . Il magistrato Ingroia è una delle novità più interessanti è un servo dello Stato che combatte lo Stato ; ha dichiarato che è vero che le famigerate intercettazioni telefoniche ed ambientali siano state talvolta autorizzate ed usate per fini politici , dunque si autoaccusa di aver infranto la legge e perciò è credibile al punto da essere candidato a premier . In tutto questo caos c’è una certezza però , la presenza di Grillo che potrebbe cambiare le sorti del paese e ridarci una seria credibilità internazionale, grazie ad un vasto repertorio di monologhi e ad un’agguerrita squadra di candidati trovati in edicola, previa l’acquisto del kit per il perfetto politico a fascicoli e di un corso di cultura generale per corrispondenza dove sia chiaro, per esempio, che la crisi del Darfur non è la crisi di una industria che produce caramelle . In verità di candidati improbabili “ strappati “ alle loro professioni o mestieri, ce ne sarebbero tanti ma ci limitiamo a pensare che tra cariatidi , opportunisti, voltagabbana , alternativi , pseudointellettuali , satanisti e altre categorie all’insegna del non facciamoci mancare nulla , perfino giuda iscariota sarebbe stato un eccellente candidato , magari a premier.

Vincenzo Luigi Gullace

 

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