Tragedia del Broletto: “Oggi ammazzo tutti e … cosi fanno”

ammazzo 1“Ammazzo Tutti” Era il titolo del libro di Francesco Bruno che spiegava il fenomeno di quelle persone che una mattina si alzano dicendo “oggi ammazzo tutti” e così fanno. Si, lo conoscevo questo fenomeno socio-psicologico; l’avevo studiato e approfondito, durante il master di criminologia. Gli Americani lo definiscono così: Classic Mass Murder: il soggetto inizia improvvisamente a uccidere, di solito sparando all’impazzata ad un gran numero di persone, che ritiene nemiche, perché convinto di aver subito torti da parte loro. Alla fine della strage quasi sempre si suicida, o viene ucciso, oppure si fa uccidere dalle forze dell’ordine. Maggiormente diffuso nei Paesi anglosassoni (Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Canada, Nuova Zelanda). Poi una mattina succede che il fenomeno te lo ritrovi in casa e te ne ritrovi a farne parte. E’ successo oggi, in Italia, in Umbria, a Perugia, alla Regione, al Broletto, al quarto piano, alle tue colleghe. Il mass murderer è un giovane piccolo imprenditore perugino. Anch’egli vittima.

La vita cambia in fretta, la vita cambia in un istante, un normale istante. Un giorno ti rechi al lavoro e la vita che conoscevi è finita.

Dietro a queste azioni si annida la depressione e la frustrazione. Può capitare che il sentirsi socialmente impotente e insignificante provochi un periodo di latenza in cui il malessere personale si aggrava, fino a sfociare in una visione caratterizzata dall’irrimediabilità e dal conseguente unico rimedio della morte. E allora capita che una persona possa diventare l’esecutore di una “missione”, un terrorista sociale: una volta innescatasi l’ideazione di morte, non si ferma fino a quando non ha portato a termine la strage di quelli che considera propri nemici, anche a scapito della sua stessa vita.

Ogni epoca, si sa, si esprime con le sue malattie che diventano metafore per manifestare i problemi della società attuale. E il mass murder rientra nelle cosiddette patologie della normalità, frutto del “capitalismo del caos”: il disequilibrio sociale, i mutevoli mercati economici, la frequente insicurezza lavorativa, la mancanza di un lavoro adeguato e dignitoso, la difficoltà ad accettare nuovi sistemi di vita creano per alcuni individui, soprattutto se depressi, uno stress tale da impedire loro un adattamento adeguato a rapidi cambiamenti sociali, privandoli della possibilità di rispondere alle esigenze proprie e delle proprie famiglie.

Questa incommensurabile tragedia ci racconta anche molto di più della situazione italiana attuale: racconta della precarietà del lavoro (una delle due colleghe era co.co.co), delle difficoltà della piccola-media impresa, della rabbia e la frustrazione che si scarica sul primo front line dello stato, il dipendente. Mi domando se da domani si debbano istallare gabbiotti antiproiettili nei nostri uffici. E ancora parla del significato del lavoro per l’essere umano e delle conseguenze della sua perdita.

Tiziana Ciprini

Tiziana Ciprini

Oggi mi è stata comunicata l’avvenuta proclamazione a candidata eletta alla Camera dei deputati.

Nel nuovo ruolo dico che non intendo perdere tempo dietro alla legge elettorale, dietro ai giochi di palazzo, voglio l’attuazione immediata del reddito di cittadinanza, come rete di protezione dall’emarginazione sociale e dalla disperazione, del sostegno alle piccole e medie imprese, della semplificazione degli adempimenti dello Stato. La burocrazia va cambiata in uomocrazia. Non voglio elezioni subito, ma AZIONI SUBITO. Stiamo per entrare in posti sconosciuti ai comuni cittadini e stiamo per portare dentro quella realtà che i padroni dei palazzi non hanno mai vissuto né mai voluto vedere. Ma che noi scontiamo ogni giorno, come oggi. Condivido il dolore delle famiglie e degli amici delle due colleghe, della famiglia e degli amici del piccolo imprenditore, il dolore, la confusione e lo stordimento di tutti i miei colleghi e colleghe della Regione.

Tiziana Ciprini, dipendente Regione Umbria, cittadina portavoce M5S.

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