BERSANI E NAPOLITANO COME DE GAULLE

bersani_napolitano_erÈ comprensibile che Pier Luigi Bersani non rinunci al proposito di installarsi a Palazzo Chigi dopo aver combattuto per un anno di seguito per questo unico obbiettivo. Ed è anche comprensibile che per raggiungere questo traguardo anche dopo il sostanziale fallimento della campagna elettorale abbia deciso di fare tra i neo parlamentari del
Movimento Cinque Stelle quella stessa operazione di “scouting” che Silvio Berlusconi fece a suo tempo con i vari De  per cui è stato indagato per corruzione dai magistrati napoletani. Ma, a dispetto di qualsiasi comprensione, appare sempre più chiaro come l’incarico a Bersani di formare il governo sia ormai diventato una ipotesi del tutto astratta ed irrealizzabile. Perché è vero che il segretario del Pd può contare sulla maggioranza assoluta regalatagli alla Camera dall’applicazione del Porcellum. Ma è ancora più vero che al Senato, quand’anche riuscisse a convincere la pattuglia dei senatori diMario Monti a puntellare l’idea bizzarra di un governo di minoranza sostenuto dai possibili transfughi grillini, non ha ufficialmente i numeri per conseguire la maggioranza .

Può sicuramente spiegare a Giorgio Napolitano che attraverso lo “ scouting” in area grillina potrebbe riuscire a raccogliere i voti necessari alla bisogna. Ma non ha alcuna possibilità di supportare la sua spiegazione con qualche dato concreto ed ufficiale. Il gruppo senatoriale del Movimento Cinque Stelle non si è scisso. Ed è facile prevedere che quando Beppe Grillo salirà al Quirinale per le consultazioni di rito, parlerà a nome di tutti i suoi senatori ribadendo che la linea del proprio movimento esclude ogni ipotesi di accordo politico preventivo con Pierluigi Bersani.

Se dunque il segretario del Pd pensa di poter presentare al Colle la propria unica candidatura per l’incarico di formare il governo compie un errore grossolano. Napolitano non può che respingerla per manifesta impossibilità di riuscita. Non è un caso che Matteo Renzi abbia lanciato la proposta di presentare al Capo dello Stato una “rosa” di possibili premier in cui sia inserito anche il proprio nome! E non è un caso che una parte dei dirigenti del partito, non solo quelli di osservanza renziana, stiano riservatamente pensando ad un qualche personaggio di caratura istituzionale per un governo non più caratterizzato da una impossibile alleanza tra Bersani e Grillo a, peggio ancora, segnato dal marchio di una “scouting” dai risvolti addirittura giudiziari.

Per Bersani, in sostanza, la strada che porta a Palazzo Chigi sembra essere preclusa.

E sarebbe bene che incominciasse , insieme ai suoi “ giovani turchi”, a farsene una ragione sgomberando il campo da una ipotesi che complica pesantemente un quadro già troppo ingombro di difficoltà.

Se Mario Monti non avesse compiuto l’errore di una “salita in campo” priva di senso comune, sarebbe stato il candidato naturale a succedere a se stesso ed a dare vita ad un governo tecnico per l’emergenza post-elettorale. Ma Monti ha bruciato se stesso, qualsiasi soluzione tecnica ed anche l’eventualità teorica di un incarico ad un personaggio di area centrale terzista come punto di compromesso tra Pd e Pdl.

Rimane solo l’ipotesi del candidato istituzionale.

Che però sembra la più difficile di tutte vista l’indisponibilità del governatore della Banca d’Italia, l’impossibilità di ricorrere a figure che sarebbero sicuramente osteggiate in partenza da Grillo come Giuliano Amato e la scarsezza di altre “riserve della Repubblica” provviste dell’autorevolezza necessaria per gestire il paese in una fase così difficile. E allora? Non rimane che affidarsi a Napolitano.

Che in mancanza di nomi potrebbe puntare sulla natura inevitabilmente costituente della nuova fase politica. Ed incaricare una delle tante persone serie del quadro istituzionale con il compito di realizzare una sola riforma istituzionale, quella dell’introduzione del sistema francese del doppio turno e del semipresidenzialismo, e portare il paese al voto nel giro di un solo anno. Garante dell’operazione, ovviamente, dovrebbe essere lo stesso Napolitano. Che potrebbe essere confermato al Quirinale per il tempo necessario alla riforma istituzionale. E diventare il De Gaulle italiano (quello che a suo tempo combattè come pericolo autoritario).

Arturo Diaconale

Annunci

Tag: , , , , , , , ,

3 Risposte to “BERSANI E NAPOLITANO COME DE GAULLE”

  1. casar46 Says:

    L’ha ribloggato su Socializzazione se vi piace…e ha commentato:
    Ma che bravo hai capito tutto…..e nonostante il momento che riconosci difficile, auspichi che la faccenda la risolva Napolitano?, e perché dovrebbe avere e dare soluzione ai problemi che tu ritieni insolubili, per quale motivo le cose dovrebbero trovare questi esiti?
    Tu sei uno che vuol bene agli Italiani o sei per “sfasciamo tutto, tanto non cambia nulla?”.
    Esiste una responsabilità morale anche in questa tua posizione.

    Mi piace

  2. Luciano Passerini Says:

    Condivido in pieno l’articolo del sig. Diaconale e mi complimento per la chiara esposizione dei fatti.

    Mi piace

  3. gabry Says:

    Anch’io mi complimento con il Sig Diaconale per la chiara esposizione del suo pensiero politico anti Pd e anti Bersani ..questo è il classico modo per aiutare il paese producendo articoli spazzatura i quali servono solo per accreditarsi meglio sul carro di “eventuali vincitori”

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: