GIOVANNA VIGNOLA è la grande bellezza

giovanna vignoladi Costanza Bondi

Ieri pomeriggio è stato presentato a Perugia il film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza” al cinema Zenith, il film che a Cannes è stato salutato dal pubblico con ben nove minuti di applausi. Vedere una prima seduti vicino a uno degli attori non capita, certo, tutti i giorni. Soprattutto, se la protagonista in questione è lei, e solo lei, a incarnare in pieno nella propria persona il titolo del film. Giovanna Vignola è, infatti, bellezza in altruismo, simpatia, disponibilità; bellezza in impegno per l’Associazione ONLUS dell’Acondroplasia, di cui è presidente regionale; bellezza nell’amicizia che ci lega: sincera, spontanea e disinteressata; bellezza, il suo sorriso, l’entusiasmo. In più, l’unico personaggio di un film a protagonista unico – interpretato da Toni Servillo – e da tanti coattori (tutti con la stessa valenza interpretativa), che non scade in manie, ossessioni e deliri: la direttrice editoriale interpretata, infatti, da Giovanna è quasi sempre inquadrata mano nella mano al suo lui, il quale ha la caratteristica di non proferire verbo per tutta la durata del film, poiché, come ci viene spiegato, “lui ascolta”.

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Serena Grandi e Giovanna Vignola

Ecco, quindi, che ieri a Perugia abbiamo potuto godere del grande cinema, quello con la C maiuscola, nel ritratto di una società che attraversa un’umanità disperata. Vale a dire, la deriva di quel che siamo. La trama racconta l’identità comune a molti, narrata però – mi verrebbe da dire – alla Goldoni: molti i lati negativi dei personaggi, sebbene riscattati da quella pietas che non si nega a nessuno in una Roma metafisica che, soprattutto di notte, esplode in ogni recondito della propria magnificenza. Una Roma onirica, con inquadrature lunghissime sulle quali ben indugia il regista, come a volercele spiegare bene, a mo’ di monito, in cui i dialoghi sono ridotti all’essenziale e dove la parte di Giovanna ne esce altera, sebbene non austera.

Drammatica la trama che si svolge in una Roma sovente deserta, in cui l’iperbole surreale e surrealista vuol offrire allo spettatore la disamina della condizione umana, in un misto tra Luis Bunuel e Roland Topor, per una velocità della solitudine baciata da close up interminabili, ma stuprata dagli eventi. Quotidiani. La quotidianità dell’iperbole, per la precisione, nel vortice della mondanità e della solitudine interiore. Come dire: il racconto della vita nascosta sotto il bla… bla… bla… seppur, di tanto in tanto, interrotta da sprazzi di bellezza.

Complimenti, quindi, a Giovanna Vignola!

TITOLO: La grande bellezza

GENERE: drammatico

REGIA: Paolo Sorrentino

SCENEGGIATURA: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello

ATTORI: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi, Vernon Dobtcheff, Isabella Ferrari, Giovanna Vignola, Luca Marinelli, Giorgio Pasotti, Giulia Di Quilio, Massimo Popolizio, Giorgia Ferrero, Roberto Herlitzka, Carlo Buccirosso, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Stefano Fregni

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