Piove, ma per i Giardini del Frontone sono ancora giorni bollenti

QUANDO I LAVORI PUBBLICI SONO UN’ OCCASIONE DA NON PERDERE SE SI VOGLIONO PRENDERE LE GALLINE DALLE UOVA D’ORO

Riceviamo e pubblichiamo

frontoneI Giardini del Frontone, sono diventati il magnifico pollaio, dove si allevano le galline dalle uova d’oro? Tanto saremmo portati a credere, per discutibili interventi di opere pubbliche. Questo è uno degli spazi della nostra città, prediletti per i quali si concentrano le premurose cure dei nostri amministratori, specialmente in questo finale di legislatura, anticipando la prossima campagna elettorale.

Gli ultimi effettuati sull’impianto d’illuminazione dei Giardini del Frontone, sono una delle tante opere, ritenute innovatrici, programmate dall’Assessore alle infrastrutture I. Liberati che, se da una parte vuole giustificarle come interventi d’interesse pubblico, dall’altra non s’intravvedono chiaramente quali siano gli altri interessi, forse più allettanti a beneficio di privati imprenditori, che da questi lavori ne traggono cospicui guadagni.

Gran parte di tutte queste nuove opere messe in cantiere, è il frutto di un’attività frenetica dell’Assessore alle infrastrutture, che pur continuando a lamentarsi, come gli altri colleghi di Giunta, per le limitate risorse di bilancio, continua nonostante tutto, a programmare anche interventi, che a nostro avviso, non hanno quella priorità e la stessa urgenza di altri sollecitati dai cittadini.

In questi ultimi anni i Giardini del Frontone, sono oggetto di cronaca, episodi ed eventi più o meno significativi. Partendo da quell’atto di vandalismo predatorio, che tre anni fa si rivelò, il furto di rame, parte del cablaggio dell’impianto d’illuminazione e a seguito del quale, dopo le proteste dei residenti, il Comune, si adoperò per ripristinarli, riattivando così, le luci dei lampioni preesistenti.

Poche settimane dopo il ripristino delle luci, l’Amministrazione comunale, su sollecitazione dello stesso Assessore, decise di chiudere i cancelli dell’accesso ai giardini durante la notte, rendendo, di fatto, poco necessaria, l’accensione notturna delle stesse luci, fino al mattino successivo. Questa senz’altro, non fu scelta felice, poiché privava i residenti del borgo, di beneficiare degli stessi giardini durante le calde serate estive.

Come se tutto ciò non bastasse, l’efficiente Assessore alle infrastrutture, pensò bene nei mesi successivi, di decidere e poi far deliberare, che anche l’illuminazione dei Giardini del Frontone dovevano rientrare in quel progetto ricompreso con altre limitate zone del centro storico, per il rifacimento di un nuovo impianto d’illuminazione. Tutto questo progetto, in parte già realizzato è stato giustificato in un’ottica del risparmio energetico, dotando i nuovi lampioni di lampade a basso consumo.

Il non indifferente costo di tutto il progetto è stato già motivo delle nostre perplessità riferite in un articolo precedente, questo per l’importante somma investita, che non era certo una priorità del momento, quando ben altri interventi sarebbero stati più necessari, sia per gli stessi Giardini del Frontone, come per l’attraente Parco di S. Margherita, da troppi mesi lasciato nel buio totale, abbandonato a un triste degrado. Ciò nonostante, ci chiediamo ancora, se i nostri Assessori, quello alle infrastrutture Liberati e l’altro delegato per verde pubblico Arcudi, stiano seriamente pensando, alle priorità più urgenti da risolvere per i Giardini del Frontone?

Cominciando dal consolidamento del muro di cinta pericolante e transennata da anni; eseguire il consolidamento delle pietre dell’anfiteatro settecentesco in fondo ai giardini; eseguendo una periodica potatura degli alberi i cui rami sono spesso pericolanti con rischio di caduta sui passanti;

Manutenzione delle vasche d’acqua, spesso ostruite e debordanti nelle aree circostanti; e infine creare un drenaggio per il deflusso delle acque lungo i percorsi centrali e laterali, realizzando griglie intermedie di scolo con pozzetti di raccolta, questo per evitare che a ogni pioggia, i viali siano ridotti a lunghe pozzanghere di fango, insidiose per chi deve andare a piedi, come per i disabili che transitano con le sedie a rotelle.

Giuliano Cianelli

 

 

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