UGL: Manifestazione dell’AST “operai contro operai”, non devono essere offuscate le ragioni dei lavoratori

La situazione lavorativa precaria dell’indotto siderurgico umbro, come troppo spesso accade in Italia, anche a Terni ha portato allo scontro due categorie di lavoratori – poliziotti da una parte e metalmeccanici dall’altra, ma ancora una volta, a prendersi il palcoscenico sono i politici locali. Assistiamo al solito teatrino; uno votato al sacrificio mettendo a repentaglio anche la propria incolumità, mentre altri sparano sugli uomini delle Forze dell’Ordine minacciando interpellanze parlamentari per l’operato di quest’ultimi.

Io ritengo  – dice il segretario Ugl Gaudiosi – che i politici locali avrebbero già da tempo dovuto rimboccarsi le maniche per risolvere il problema industriale a Terni, polo chimico e siderurgico e fare meno “comparsate” nei momenti importanti ove i manifestanti sono le vere vittime di una politica disastrosa. Ci dispiace che manifestazioni pacifiche di lavoratori di fabbrica, che rivendicano il sacrosanto diritto al lavoro, si trasformino in scontri con i lavoratori “in divisa”; ci dispiace quando da questi scontri qualcuno rimanga ferito, soprattutto se il malcapitato, è un lavoratore.

I politici locali dovrebbero porsi una domanda: “Abbiamo fatto tutto il possibile per salvaguardare i posti di lavoro a Terni?” Sulla triste vicenda che vede coinvolta tutta la città di Terni, ivi compreso il primo cittadino. “Fatta salva la dovuta solidarietà al sindaco Di Girolamo, stiamo assistendo ad un corto circuito delle istituzioni statali. Quello che è successo oggi nella città di San Valentino ha dell’incredibile, ma ci sono anche i risvolti drammatici. Si tratta di scontri tra lavoratori, continua Gaudiosi, quelli garanti dell’ordine pubblico e gli operai dell’Ast”.

“La difesa del proprio posto di lavoro – sottolinea il Segretario Generale Regionale dell’Ugl- è un diritto. Le responsabilità dei fatti odierni non sono da ricercare in questo tentativo da parte degli operai di tutelare quello che si sono guadagnati, ma risale a responsabilità ben più alte e a scellerate scelte portate avanti negli anni passati”.

La città industriale di Terni è stata coinvolta in un grave declino iniziato qualche decennio fa, quando si privatizzava tutto il privatizzabile senza pensare alle conseguenze economiche e sociali che queste manovre avrebbero avuto sul territorio. E non contenti dei danni già provocati, ancora in questi giorni, dalle amministrazioni sia regionale e statali arrivano ancora segnali che auspicano manovre simili. “Come sindacato – chiude Gaudiosi – non vorremmo che la rivendicazione legittima dei lavoratori ternani venga offuscata dalla “disavventura” del Sindaco Di Girolamo. Il nodo centrale del problema rimane quello di un’azienda in crisi, che come tante altre, cerca di far pagare i conti solo ai lavoratori”.

 

 

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