QUANDO PERUGIA RICHIAMO’ IN PATRIA LE SUE ECCELLENZE.

dI Vanni Capoccia

Perugia alla fine del ‘400 fece quello che non sa fare l’Italia d’oggi: richiamò in Patria due sue intelligenze. Il Comune offrì all’umanista perugino Maturanzio, allora all’Università di Venezia, di riprendere l’insegnamento nello Studio di Perugia. Il Collegio del Cambio chiese a Pietro di Cristoforo, conosciuto nel resto d’Italia come Il Perugino, di decorare la Sala Dell’Udienza. Un lavoro nel quale ebbe al suo fianco il Maturanzio nelle scelte iconografiche. Dell’umanista sono le frasi in latino, compresa quella sul famoso autoritratto del pittore di Città della Pieve che sarà al centro d’una piccola, ma importante mostra che il Collegio del Cambio e gli Uffizi di Firenze hanno organizzato: “Raffaello e Perugino. Modelli nobili per Sassoferrato a Perugia”.

Si terrà a Perugia, proprio al Collegio del Cambio, dal 22 giugno al 20 ottobre.

Dal museo fiorentino arriveranno tre ritratti. Un autoritratto di Raffaello giovane. Un ritratto, dove forse è dipinto il Perugino, che alcuni attribuiscono a Raffaello altri, invece, a Lorenzo di Credi. Ed un autoritratto di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato. Pittore del ‘600 attivo anche Perugia dove ebbe modo di vedere le numerose opere del Perugino e del Raffaello che – ancora nei luoghi per i quali erano state pensate – vi erano a quel tempo. L’influenza esercitata su di lui dai due artisti rinascimentali sarà resa evidente da alcune tele prestate dalla Fondazione Agraria di Perugia.

Grazie alla mostra si potranno vedere, confrontandoli tra loro, questi quattro ritratti come dei gioielli contenuti in uno scrigno affrescato dal Perugino, dove quasi sicuramente lavorò il giovane Raffaello al servizio del suo maestro. Le suggestioni saranno altissime dagli affreschi ai ritratti. Dall’autoritratto certo del Perugino al suo possibile ritratto dipinto forse da Raffaello. Dall’autoritratto del giovane Raffaello a quello del suo maturo maestro e da questi agli affreschi del Cambio alla ricerca della mano del “ragazzo di bottega” che di lì a poco diventerà uno dei più grandi pittori mai esistiti al mondo. Per finire al Sassoferrato ed alle suggestioni che a posteriori esercitarono su lui il Perugino e l’Urbinate.

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