Graziella Gori (Lav) risponde a Franco Parlavecchio

Riceviamo e pubblichiamo

Nella lettera di Franco Parlavecchio, pubblicata venerdì 28 giugno su il Giornale dell’Umbria, notiamo un interesse sincero sulla necessità del ripristino della Consulta quale sostegno alle associazioni animaliste che operano sul territorio comunale: l’allora sindaco prof. Maddoli aprì la Consulta nel 1999 insieme allo Sportello per i Diritti degli Animali e all’emanazione di una delle prime Ordinanze Sindacali, sulle condizioni minime di detenzione degli animali. Sono anni che rivolgiamo all’Amministrazione Comunale le nostre richieste di cittadini perché quel percorso sano che ci siamo lasciati alle spalle venga ripreso. D’altro canto però dobbiamo constatare che c’è un silenzio assordante verso l’Amministrazione Comunale quando questa si rivela assente nei confronti del benessere di chi non ha voce, di chi subisce più di altri, degli esclusi, dei più bisognosi di aiuto. Ci riferiamo al fatto che dovremmo far sentire tutta la nostra disapprovazione verso le ingiustizie e richiamare, in modo civile ma radicale, l’Amministrazione Comunale alle proprie responsabilità in materia di diritti degli animali: il canile sanitario la cui capienza è di 30 cani ne ospita più di 120. La struttura è fatiscente quanto malsana , ne abbiamo riscontrato il degrado anche attraverso alcune foto davvero scioccanti apparse qualche tempo fa sulla stampa locale: con il caldo dell’estate chi può escludere un pericolo per la salute o il propagarsi di epidemie? I gestori lamentano una costante carenza di materiale sanitario e di medicinali; i finanziamenti pubblici ci sono ma ci dicono che per iniziare i lavori occorre una modifica del piano regolatore. Ma se è così, perché non si è intervenuti prima? Perché ci vuole tanto tempo? Suvvia, il canile sanitario non si trova mica nel centro storico della città!! Ci sono istanze che aspettano da tempo una risposta: norme sulla sperimentazione animale, attività didattica nelle scuole, norme sull’attendamento dei circhi, maggiore cura degli animali presenti al Pian di Massiano e al Bosco Didattico, una corretta gestione delle colonie feline.. e poi c’è la nostra speranza di cittadini perché si concretizzi quel dovere civico e morale che gli umani hanno nei confronti delle creature più deboli.

Graziella Crescentini Gori – Responsabile LAv Lega Anti Vivisezione Perugia

 

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