Nuovo: i racconti erotici di Goodmorningumbria: Carpe diem!

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in collaborazione con http://www.oltrelosguardo.com

Dai, solleviamo gli zigomi… È che a volte, mi annoio o chissà cosa mi passa per la testa. In quei giorni ero in trasferta e ospite – spero gradita – di un affascinante uomo, talmente intrigante che non riuscivo a rientrare nella mia città. Quest’uomo vivendo solo si avvaleva della collaborazione di una colf, Tatiana, una bella ucraina over quaranta, capelli neri, pelle bianca, un po’ generosa nelle forme e non particolarmente armoniosa, ma molto, molto carina di viso. Lei sin dal mio arrivo, mi guardava, evidentemente collegava i racconti che quell’uomo le aveva fatto di me. Le avrà sicuramente raccontato che ho tendenze trasgressive, senza freni né tabù.

Deve averla affascinata, perché spesso mi guardava ammirata, quasi incantata. Fatto sta che era incuriosita perché non aveva mai fatto sesso con una donna. Non osava avvicinarsi, ma mostrava interesse e disponibilità.

Per dirla tutta, lui aveva preparato il terreno nella speranza di fare un triangolo. Questo, me lo aveva lasciato intendere al mio arrivo, ma non avevo raccolto l’invito, rimanendo – al solito mio – alquanto indifferente e un tantinello scostante. Distaccata e fredda come un ghiacciolo, non le davo corda, perché non mi intrigava – peraltro, la pelle chiara non accende la mia libido, mi sembra sensuale come una caciotta – e forse anche perché mi divertiva lasciarla sulle spine.

Una sera, ero in procinto di uscire, dovevo solo più indossare l’abito e sarei stata pronta per la serata con uno sconosciuto. Ma era presto e con l’accappatoio addosso, me ne stavo seduta sul divano a conversare al telefono con un amico che mi conosce bene… oh se mi conosce!

Tatiana si accingeva a preparare la cena per il padrone di casa (che era fuori). Indossava un vestitino azzurro e corto che le copriva appena il sedere.

Io rilassata (beh, avevo ricevuto una bella notizia che mi affrancava da giorni di tristezza ed ero decisamente di buon umore), chiacchieravo al telefono e la guardavo. Era forse giunto il momento che lei attendeva da 3 giorni.

Guardavo quelle gambe nei collant neri, la immaginavo senza mutandine e ogni volta che si chinava a prendere qualcosa nel frigorifero, mostrava la parte alta della cosce solleticando la mia voglia di toccarle. Uhmmm, ad un certo punto, cambio argomento con il mio amico:

“stasera mi farei la tipa.” E lui: “e dai!”

Ma quel briciolo di razionalità mi ostacolava: “ ma no, dai, sono pronta per uscire, mi sto rilassando… è poi mi scompiglio tutta, perbacco!” E lui ancora: “e poi ti ricomponi, dai!” In un secondo realizzo che manca un’ora all’appuntamento, devo solo chiudere la telefonata e

spegnere i cellulari. Agisco. La chiamo, si volta, capisce. Si avvicina, la faccio accomodare accanto a me e cominciamo a parlare confidenzialmente, ma la mia mano ormai si era posata sulla sua coscia e saliva, saliva lentamente, mentre lei: “Oh, ma io faccio doccia e viene subito”. Rapidissimamente ritorna da me spogliata e mi lancio. Mi dice: “Io no ha mai fatto con donna, io molto curiosa di provare”. Sorridevo ma ormai non le davo più retta, erano partite le mie mani e soprattutto ero determinatissima a sedurla. Pensavo: “se non l’ha mai fatto, devo far si che se lo ricordi”.

E con molta perizia dopo averla accarezzata ovunque, vista la sua totale disponibilità, ho cominciato con la lingua in ogni angolo del suo corpo… fino a raggiungere i piedini (si fa per dire, non sono proprio ini ini) e le sue dita : “Ohhh, uhhh, questo forse è mio punto… ehm come si dice?”

Io non rispondevo neppure e lei “oh sì, mi piace, mai fatto me questo”. Poi risalendo lentissimamente, la raggiungo dove lei attendeva trepidante. Mi soffermo a lungo, senza fretta, mentre lei si agitava gemendo, era prossima ad esplodere, decido di frugare dentro, facendo a lei ciò che piace a me. Obiettivo raggiunto, colpito e affondato. Era felicissima in quel suo laghetto di piacere. Poi, com’era prevedibile, mi dice: “ora voglio io fare te”. Senza commentare ho annuito e mi sono concessa alle sue performance.

Brava però! Per essere la sua prima volta, mi ha procurato piacere e ha aggiunto: “io no fatto te, io fatto pensando a me e così io riuscita… e io non dimentica più te.”

Poi di corsa sotto la doccia e dopo essermi rapidamente vestita, sono uscita ad incontrare l’uomo della serata. Ancora ridevo fra me e me. Il giorno successivo lei mi ha salutata con grande enfasi, sperando di riprovarci, ma… il vento era cambiato e poi, Paganini non ripete.

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