Il Movimento Cinque Stelle di Perugia si interroga sul passato e sul futuro dei fondi europei per l’Umbria

Riceviamo e pubblichiamo

La nuova programmazione dei fondi comunitari (Fesr, Fse e Feasr) è stata declinata in un corposo documento “Verso un quadro strategico regionale 2014-2020” illustrato dalla Presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini nel corso della seduta del Consiglio regionale del 16 luglio 2013.

Il testo individua le priorità da affrontare negli anni a venire: “.. per garantire uno sviluppo equilibrato sul territorio ed una più elevata qualità della vita a tutta la collettività regionale” e si concentra su quattro priorità; chiamate Mission: 1) Specializzare e innovare il sistema produttivo umbro; 2) Tutelare attivamente le risorse territoriali ; 3) Promuovere politiche inclusive per chi vive in Umbria; 4) Rafforzare il capitale umano regionale.

Ciascuna Mission individua poi delle aree di Macro-intervento, come la ricerca, innovazione e competitività del sistema produttivo regionale, ambiente e cultura, lavoro, qualità della vita e inclusione sociale, istruzione, formazione e competenze.

Il documento offre anche un’analisi della situazione occupazionale che ha visto un deciso calo dell’occupazione e un aumento considerevole della disoccupazione, che nel 2012, ha toccato quota 39 mila unità, livello mai raggiunto negli ultimi venti anni.

E tutta colpa della crisi? Sicuramente la crisi ha portato alla diminuzione degli indicatori macroeconomici a livello nazionale ma una domanda sorge spontanea: quale è stata l’incidenza sul mercato del lavoro umbro l’utilizzo dei circa 2 miliardi di fondi europei e regionali impiegati nell’ultimo settennio?

Quanto alle azioni future, leggendo le 55 pagine sulla Mission Palazzo Cesaroni ed ascoltando la relazione della Governatrice dell’Umbria, colpisce la mancanza di chiare e precise indicazioni su come verranno utilizzati i fondi. Oltre a generici richiami sulla necessità di riservare risorse per l’impresa, per l’agricoltura e per la formazione professionale non si comprende quale sarà la reale portata delle priorità regionali in termini di occupazione.

Fermo restando l’ odierna impossibilità di conoscere l’ ammontare della quota di cofinanziamento nazionale (i fondi strutturali sono operativi solo in presenza di cofinanziamenti da parte delle singole regioni e da parte dello Stato), l’unica certezza è quella di una riduzione delle risorse.

Ribadendo che la Regione ha completamente omesso di informare il cittadino sull’impatto occupazionale e sulla qualità della vita in Umbria dei fondi europei spesi negli ULTIMI sette anni, prima di definire le Mission future la Regione dovrebbe interrogarsi seriamente sulle politiche sociali, energetiche, infrastrutturali, culturali ed ambientali del passato per ottenere un minimo di credibilità agli occhi degli umbri.

Se il passato non è importante, evidentemente la Regione pensa solo ai prossimi sette anni; tuttavia, il documento “Verso un quadro strategico regionale 2014-2020” non offre risposte credibili neanche a questo riguardo.

Come intende la Regione Umbria “promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete”?

Come intende la Regione Umbria indirizzarsi verso “la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, soprattutto agro-energie, prevedendo anche l’incremento delle fonti rinnovabili termiche”?

Come intende la Regione Umbria porre “al centro dell’attenzione” le piccole imprese industriali ed artigiane?

Come intende la Regione Umbria “Investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente”?

Queste e molte altre sono le domande che i cittadini umbri continuano a porsi e che il Movimento Cinque Stelle di Perugia seguiterà ad ascoltare.

Dopo aver assistito allo sfascio di Umbria Mobilità con le gravi conseguenze sulla stabilità dei posti di lavoro e sulla qualità dei servizi offerti; dopo aver assistito alla creazione di ulteriori impianti a biogas senza ascoltare le forti proteste della popolazione locale; dopo aver assistito alla costante e crescente chiusura di attività artigianali, industriali ed esercizi commerciali; dopo aver letto i dati sul “dimensionamento” della rete scolastica regionale per l’anno scolastico 2013-2014 che ha ridotto ed accorpato gli istituti della Regione con pesanti effetti su tutto il sistema di istruzione e formazione (e quindi sui posti di lavoro), come può ancora il cittadino umbro credere nella Misson impossible declinata da Palazzo Cesaroni? Probabilmente, solo quest’ultima domanda ha già avuto una risposta chiara ed esaustiva.

Movimento 5 Stelle Perugia

Annunci

Tag: , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: