In ricordo dell’amico Fernando

Fernando Grillo

Fernando Grillo

di Francesco La Rosa

Muore in maniera tragica Fernando Grillo, grande compositore e straordinario artista del contrabbasso. La notizia ha lasciato sgomenti tutti coloro che lo conoscevano e gli amici in particolare, che a poche ore dall’evento ancora si interrogano sui motivi che hanno devastato la mente di Fernando fino a spingerlo all’insano gesto. Ne parliamo con Franco Valentini, amico e più volte partner nella preparazione di spettacoli e concerti con Grillo.

Franco, sono stato il primo a darti la notizia per telefono, puoi dirmi adesso quale è il tuo stato d’animo?

Dal momento in cui ho appreso la notizia dalla tua voce ho nel cuore un sentimento tristissimo e quasi incredulo per quello che successo, ero amico di  Fernando da molti anni,  mi teneva legato a lui anche la consapevolezza di stare accanto ad una persona straordinaria per sensibilità ed altissima cultura musicale,  e posso dire che lui e Carmelo Bene erano la musica e la voce del teatro.

Riesci a ricordare adesso qualche momento importante che avete vissuto insieme?

Sicuramente il lavoro teatrale che presentammo insieme, in prima mondiale, al teatro Morlacchi di Perugia, ed il testo era il contrappunto fra la voce e il suo contrabbasso, mesi intensi che mi fecero capire la sensibilità di Fernando, una sensibilità cosi alta che non poteva non toccarti nel più profondo della pura intellettualità dell’uomo. Ma lui era un grande musicista e compositore, cosi forse male lo reputavo io, ma Karl Stokenauer non era d’accordo con me, per lui non era un musicista ma… la musica.

Spesso ho parlato con lui di Perugia, ma mi diceva che forse questa città non lo amava molto, non si sentiva considerato e accettato come figlio, cosa ne pensi?

E’ verissimo, tentai in maniera molto delicata di proporlo alla direzione della sagra Musicale Umbra, insieme a lui, per essere precisi, presentai anche Claudio Scimone, un grande artista molto apprezzato negli Stai Uniti, e nonostante la loro partecipazione fosse a titolo gratuito furono rifiutati entrambi.

Stai accusando di provincialismo la cultura musicale umbra o fra le righe mi fai capire che forse c’erano altri interessi ?

Faccio fatica a darti risposte precise, per il provincialismo faccio rispondere a Antal Dorati, un violoncellista ungherese amico di Nagy, …

Cosa ti disse?

Che in Umbria mancava qualche buon maestro di assoluto valore internazionale, per gli interessi … la migliore risposta è il silenzio.

Quando scompare un amico spesso il dolore è lacerante e lascia sgomenti, ma una morte cosi come l’hai vissuta?

sicuramente il dolore e la rabbia sono i sentimenti più intensi in questo momento,  ma negli ultimi mesi, e forse per gli stessi problemi di Fernando, e dove i sistemi di questa società ti portano alla disperazione sociale più alta, quasi un “dovere al suicidio”, non riesce a fare notizia, sono anticamera ormai i morti per disperazione sociale, più di una epidemia, per le epidemie però siamo disposti a spendere miliardi di euro, ma c’è l’epidemia che si chiama disperazione sociale e che passa nella più totale insensibilità e incapacità di capire e scoprire il problema, anche perché chi è chiamato a dare risposte a dare risposte e non riesce perché non ha sulle proprie carni le ferite della vita e della disperazione e dimentica che portare alla disperazione è il peccato più grande dell’uomo nei confronti degli altri uomini.

Quanto può aver influito la grave situazione economica che stava vivendo?

Pochi giorni fa, nella sola provincia di Perugia, si sono suicidati  due uomini e una donna nella stessa giornata, gli uomini con il gas e la donna lanciandosi dalla finestra, tutti con difficoltà economiche, ma questo è successo nel totale silenzio e nella indifferenza della stampa, come se morire di disperazione sia uguale a morire di vecchiaia… nessuna notizia. Certo che le colpe ci sono, e credo e temo che prima o poi ci potrebbero essere i prodromi di una incomprensione sociale che potrebbe rendere incontrollabile la convivenza civile.

Il dolore per la scomparsa dell’amico forse ti rende troppo pessimista….

Beh, però non vorrei concludere questa intervista sembrando Cassandra della situazione, però vorrei ricordare che Cassandra non fu colei che distrusse la Grecia, ma solo colei che aveva capito la disperazione della gente avvisandoli del grande pericolo a cui stavano andando incontro.

Come possiamo salutare Fernando?

Ricordandolo nel Castello di Giomici dell’amico Luciano Vagni, le quattro stagioni con il violino di Dimitri Tombassov ed il sorriso di Fernando dirigendo il quintetto di Berlino.

Franco Valentini, descriviti in una frase…

Credo di essere un uomo metalmeccanico nel cuore e intellettuale nell’anima..

I funerali di Fernando Grillo:Venerdi 26 luglio ore 10 nella chiesa di San Filippo Neri, via dei Priori

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4 Risposte to “In ricordo dell’amico Fernando”

  1. Giuliano Cianelli Says:

    Drammatico epilogo, di una società dolente, quando il silenzio e l’indifferenza, ti circondano e rinchiudono il tuo grido di dolore, in buie stanze di una città estranea e straniera per i suoi stessi concittadini.
    Per quanti come me, amanti della Musica, dopo la sua improvvisa partenza, restano solo le note del suo contrabasso, a rompere il silenzio del vuoto che ci ha lasciato.

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  2. Enrico Francioni Says:

    …ho appreso da qualche minuto la triste notizia che riporto sotto dall’amico Giovanni Valgimigli e poi dai notiziari regionali umbri on-line…

    Da allievo e inseguitore della sua semplice quanto disarmante “idea”, quale sono stato, posso affermare che questa sia una grave perdita per il mondo della nuova musica.

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  3. sere Says:

    Purtroppo molto spesso accade che chi merita non sia riconosciuto dove è cresciuto…..un vero peccato e una grossa perdita e per di più tragica.

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  4. simonetta Says:

    fernando, grande, immenso artista.Quanto mi addolora saperti solo, in qualche luogo che non so immaginare.Il ricordo di te, persona garbata, apparentemente persa in un mondo tutto tuo, la tua bella casa e il balcone al quale mi affacciavo al mattino appena sveglia, spero non sia lo stesso diventato abisso di disperazione.
    eppure ricordo il buffo gesto di pagare con molta serietà i nostri caffè, con un assegno.
    sei nei miei pensieri Fernando, anche se non ti ho mai capito

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