Come eravamo, Il venditore di semi salati dei giardinetti di Perugia

di Norma Pacifico

Negli anni 60-70 a Perugia Corso Vannucci era sempre il ritrovo della gioventù di tutte le scuole.
Finiti i compiti, il pomeriggio o nelle mattine in cui non c’era scuola o durante le vacanze si andava in centro perché era il luogo di incontro per tutti i giovani.
Con le amiche o gli amici, incontrando dei compagni di scuola,sbirciando le vetrine eleganti della Spagnoli, i dolci della pasticceria Sandri o i tessuti artigianali di Ceccucci,con una commissione da fare, comprare un libro da Simonelli ( una libreria storica ora scomparsa) o qualche acquisto alla Standa ( sostituita oggi da un negozio di Benetton) si facevano le vasche del Corso principale di Perugia che ha una caratteristica particolare : la sua forma convessa tra il Colle Landone  dove si trova il palazzo della Provincia e l’altura dove si trova il Duomo dedicato a San Lorenzo ,per un gioco ottico, fa apparire il Corso sempre affollato anche se la gente è  sparpagliata e poco numerosa.
La passeggiata, dopo un po’ si concludeva ai giardinetti Carducci, davanti all’Albergo Brufani o sotto il grande monumento dedicato al pittore Perugino dove ci aspettavano tante panchine sotto l’ombra degli alberi e una dissetante fontanella.
Soldi per fermarci al bar , prendere un cono alla gelateria Veneta o per bersi una bella cioccolata con panna alla latteria di via Baglioni erano avvenimenti eccezionali : la paghetta era risicata, bisognava pagare i biglietti per l’autobus e casomai qualche pacchetto di sigarette da comprare di nascosto dei genitori…
Tra le panchine girava,discreto,un venditore di semi salati , noccioline e lupini.

Era un signore di mezz’età, stempiato, con i capelli bianchi,una faccia rotonda e simpatica.
Girava l’inverno con la giacca e una sciarpa chiara intorno al collo e camminava  avanti e indietro tra le panchine, offrendo i suoi cartoccetti misurati con bicchierini di vetro a poche decine di lire e noi li acquistavamo sgranocchiando questi modesti frutti per passare il tempo e sopire la fame.
Ogni tanto, in attesa di clienti, posava il suo cestone su una panchina , lo copriva con un fazzolettone a quadri e riposava anche lui.
Qualche ragazzo , a volte, cercava di fare qualche battuta, di prenderlo in giro, casomai per farsi bello vicino ad una ragazza,ma lui non si scomponeva mai e rispondeva, sorridendo,ma a tono.
Se c’era una serata, una manifestazione o uno spettacolo in centro, eccolo apparire col suo cestone e uno sgabellino su cui lo posava e quando iniziava lo spettacolo si sedeva lì per rimettersi in attività durante l’intervallo.
Una sera c’era uno spettacolo al Frontone un parco settecentesco davanti alla Basilica di San Pietro, ed era stata montata una grande gradinata per il pubblico : eravamo in tanti, non ricordo cosa ci fosse, ma anche stavolta c’era l’omino dei semi salati e delle noccioline americane, ma non era solo …..
Una bimbetta dai capelli scuri di circa otto ,nove anni era con lui , lo aiutava e soddisfatta e compresa del suo compito ,andava lesta a ritirare i cartoccetti e a consegnarli ai clienti, a ritirare i soldi e a consegnarli al suo papà.
Quando si è giovani, gli adulti spesso ci sembrano più anziani di quanto siano effettivamente, i capelli bianchi li associamo alla figura dei nonni e abbiamo grandi pregiudizi e tra i nostri capelli naturali e lucenti serpeggia qualche filo di razzismo verso quelli di una certa età.
Non scorderò mai gli occhi brillanti di quella bambina, lo sguardo contento e benevolo del padre e l’orgoglio della bambina verso il lavoro importante del suo papà.
Ogni uomo è un eroe per suo figlio se lo ama e si fa amare, se è capace di provvedere alla sua famiglia con onestà e decoro,se può conservare, qualsiasi lavoro faccia, la sua dignità.
Ho comprato i semi salati quella sera e mi sono parsi più buoni del solito.
E finché ho girato in centro negli anni universitari non ho mai scordato di comprare il mio cartoccetto di semi.
E quando, da adulta, sono andata in giro ovunque, sempre mi sono fermata a comprare lacci, mollette e pettinini dagli ambulanti di una certa età che tante volte mi hanno richiamato indietro per darmi il resto quando io velocemente mi allontanavo per non prenderlo.
E perdonatemi se oggi non mi commuovono gli adulti che chiedono la carità…

 

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Una Risposta to “Come eravamo, Il venditore di semi salati dei giardinetti di Perugia”

  1. luciano Says:

    Anch’io non mi commuovo più. In centro o in periferia, ricevo, ogni giorno, almeno otto o dieci richieste ” insistenti” di elemosina dai soliti “poveri” che da decenni si sono spartiti i nostri luoghi pubblici. Vorrei che controlli vengano effettuati per porre un freno a questi fastidiosi personaggi che speculano sull’umana caritatevole debolezza.

    Mi piace

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