Degrado di via delle viole, “fiorivano le aiuole” non ci sta

Gentilissimi,

il 22/11 sul Corriere dell’Umbria è apparso un articolo circa Via della Viola descritta come luogo di desolazione giunta ormai al massimo del degrado e della depressione. L’amore e l’impegno che tutti noi, associati di Fiorivano le Viole, abbiamo fin ora impiegato con estremo sforzo investendo al progetto di riqualifica della zona  tutto il tempo libero a disposizione e in forma di volontariato sono stati vanificati da un articolo che evidentemente è stato scritto senza verifica della notizia diffusa.
Vi chiediamo ora un aiuto per far sentire la nostra voce e supportarci nel nostro lavoro che invece è intenso e in un anno di attività ha portato a dei risultati straordinari.
Ve lo chiediamo perché pensiamo di meritarlo e perché lo dobbiamo  a tutti quelli che insieme a noi ci hanno creduto e continuano a crederci.
Fiorivano le Viole

Fiorivano le viole e Ri Vivi Borgo Sant Antonio si dissociano da tutte quelle opinioni tendenziose, critiche e poco costruttive che dipingono la città di Perugia come un deserto in cui prevale la paura e l’abbandono dei luoghi.

E si dispiacciono -con tutti i residenti e gli esercizi commerciali e le altre realtà associative presenti (il forno Lupi, la parrucchiera Ricci Maria Letizia, Immage immobiliare, il Civico 25, l’osteria Il Gufo, il centro estetico e di benessere Terra Luna spa, la pizzeria Drink’s House, il Loop Cafe, L’Arci che opera nel chiostro dell’associazionismo, il cinema Meliès, il laboratorio di ceramica Terrae, il laboratorio artistico Pezzi di Mò, ll Tabaccaio di via Cartolari, la vineria Frittole)- che il lavoro appassionato di una comunità che si è ritrovata  intorno a principi cardine quali cittadinanza attiva, cura dello spazio urbano e dei rapporti con i residenti, sensibilizzazione dello spirito e partecipazione dal basso vengano ignorate a vantaggio di una virtuale e miope visione della realtà così come espressa  nell’articolo del 28/11 sul Corriere dell’Umbria titolato “La morte solenne di via della Viola”.

Ci sembra fortemente parziale l’immagine che emerge del quartiere intorno a via della Viola e Porta Pesa nell’articolo e soprattutto ci sembra disinformata su tutto ciò che di vitale e propulsivo -nel “deserto” di cui egli parla nell’articolo- invece sta fiorendo.

In via della viola, a dispetto di ciò che dice l’articolo e i suoi testimoni vibra e pulsa un sangue denso di creatività e di passione che opera al di sotto dei riflettori mediatici con costanza e pazienza, e che ha trasformato l’incuria e l’abbandono in operosità e partecipazione (vedi denso calendario in allegato). Ad un anno dalla sua costituzione Fiorivano le viole ha aperto, grazie alla grande disponibilità e lungimiranza dei proprietari, dieci botteghe artistiche ed artigiane, in locali da lungo tempo inutilizzati e sfitti, e propone corsi di formazione gratuita e/o a costi modestissimi- aperti a tutta la cittadinanza che stanno lentamente riuscendo nell’appassionato intento di rianimare le vie del quartiere. Inoltre ha realizzato eventi culturali di rilievo a partire dallo scorso Natale con una cadenza mensile che hanno riportato visitatori e cittadini a rivivere in una nuova ottica la zona in questione e hanno condotto alla realizzazione di una rassegna di cinema e di teatro conclusasi a ottobre: alla quale hanno partecipato celebri artisti attivi nella scena teatrale regionale nazionale e internazionale. Ha appena attivato la falegnameria di quartiere, all’interno della quale porterà avanti un progetto di arredo urbano su misura e vari corsi tra cui fotografia, pittura, musica, lingua inglese e cinese (solo per citarne alcuni). Opera in rete con altre realtà culturali attive su tutto il territorio nazionale e sta portando avanti insieme all’A.ge Montessori e Harragas, un progetto evento per rendere questa bellissima parte della nostra città un’isola poetica e fiabesca in occasione del festival Alchemika previsto per il prossimo aprile. Ha proposto,  grazie a tali collaborazioni, percorsi formativi, artistici e circensi all’interno delle scuole, e sta lavorando all’addobbo del quartiere con decori e luminarie autoprodotti.

Stesso positivo fermento anima Porta Pesa e le vie di Borgo Sant’Antonio dove si è tenuto nello scorso fine settimana una grande manifestazione dal titolo “Pane, olio, fantasia” con mostra mercato di prodotti tipici, cui hanno partecipato produttori, frantoi e panificatori di ben sei regioni d’Italia. Nell’occasione è stata anche inaugurata la “Via dei Presepi” che annovera anche il Presepe più grande di Perugia, allestito all’interno della chiesa di Sant’Antonio Abate in Corso Bersaglieri.

É quindi con grande passione e con risultati tutt’altro che trascurabili, verrebbe da dire, soprattutto considerando i mezzi a disposizione, visto che le associazioni sono autosostenute, che Fiorivano le Viole e Ri Vivi Borgo Sant’Antonio stanno portando avanti l’opera difficile e ambiziosa di rivitalizzazione di via della Viola, Porta Pesa e dintorni.

Associazione Fiorivano le Viole, sede legale via della Viola 1
 328.6537949   349.3563097
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Una Risposta to “Degrado di via delle viole, “fiorivano le aiuole” non ci sta”

  1. Sandro Allegrini Says:

    se basta un semplice articolo a “vanificare” il lavoro di tanta brava gente, è cattivo segno: di certo mi sopravvalutate

    "Mi piace"

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