Castel del Piano (PG), 8 dicembre: Dedicazione della Chiesa di San Pio da Pietrelcina

di Floriana Lenti

chiesa-castel-del-piano-2 (1)“La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo” Mc 12, 1-12. Sono queste le Parole della Sacra Bibbia messe alla base della nuova Chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina che domani aprirà per la prima volta le porte alla tutta la comunità. Nel 2010 fu posta la prima pietra lì dove non c’era niente, solo una distesa di erba. E forse non è un caso che ciò sia accaduto proprio nel luogo più basso tra Castel del Piano e Pila. Ora è pronto il Santuario e sembra quasi voler arrivare al cielo e rendere omaggio alla Vergine Maria nel giorno dell’Immacolata Concezione. E data la forma semi circolare della struttura, si sente forte l’abbraccio del Padre verso i fedeli dell’Unità Pastorale di Castel del Piano, Pila, Bagnaia e Pilonico Materno che per anni hanno dato il proprio contributo ed impegno per realizzare “una grande casa in cui sentirsi accolti e amati, in cui ascoltare ed essere ascoltati, in cui ringraziare il Signore e trovare conforto nei momenti di difficoltà”. Il nuovo complesso interparrocchiale, si legge in una nota, “accoglierà tutti, in particolar modo le persone bisognose di un incontro per essere sostenute moralmente e materialmente attraverso la Parola di Dio e la carità degli uomini”. E parrocchiani continuano: “E’ una gioia immensa per noi poter inaugurare questa Chiesa ed è sorprendente come il Signore ci abbia dato la forza di crederci e di ‘costruire’ insieme un’opera di tutti. Sicuramente ciò che ha fato la maggiore spinta è stata l’adorazione perpetua che da oltre sette anni va avanti a Castel del Piano. Questa settimana è stata intensa e ricca di incontri, preghiere, testimonianze vive che hanno scalfito i nostri cuori e che ci hanno donato il desiderio di riconoscerci in un progetto in cui è viva e presente la Croce che noi portiamo e accettiamo con gioia affidandola continuamente al Signore”. Nel 2010, poi, accadde che in punto di morte il giovane Lorenzo Minotti ebbe una sorta di ‘visione mistica’, confidata a Don Francesco Buono, parroco dell’Unità Pastorale: “Perché ti preoccupi? Io so che la chiesa sarà realizzata, l’ho già vista”, disse in sostanza il ragazzo al sacerdote, sorpreso dall’accaduto. Perché quella chiesa da dedicare a Padre Pio, al momento della malattia di Lorenzo, esisteva solo nella mente di Don Francesco, che non ne aveva parlato con nessuno. Le coincidenze singolari non si limitano a questo evento: “Pochi attimi dopo che Lorenzo è spirato — racconta il padre Vincenzo — Don Francesco ha ricevuto una telefonata, in cui veniva informato che il progetto per l’edificazione del santuario aveva ottenuto il nulla osta”. E domani è il grande giorno: l’appuntamento è alle ore 15.30. Sarà l’arcivescovo Monsignor Gualtiero Bassetti a presiedere la solenne celebrazione della Dedicazione della chiesa del nuovo Complesso interparrocchiale “San Pio da Pietrelcina”. Saranno presenti i rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose del capoluogo umbro e si prevede un afflusso numeroso di fedeli che giungeranno da tutta l’Archidiocesi. Per l’occasione saranno posti esternamente nel piazzale d’ingresso dei maxi schermi per consentire a tutti di seguire la Santa Messa. A seguire ci sarà la festa dell’oratorio e i ragazzi che frequentano il catechismo e del laboratorio di creatività “Il meglio di te” si esibiranno cantando e recitando, portando in scena anche spezzoni del Musical “Il regno della gioia”. Alcuni hanno dichiarato “Stiamo organizzando anche una sorpresa, l’emozione è tanta e vogliamo divertirci in un giorno che rimarrà vivo nei nostri ricordi e in quelli di don Francesco Buono e dei nostri genitori”. Nella nuova Chiesa ci saranno tutti i Santi dell’Umbria, l’altare ha le dimensioni della Sagra Sindone e nulla è lasciato al caso. La direzione dei lavori è stata affidata all’ingegnere perugino Paolo Fringuelli e l’esecuzione dell’opera alla “EdilUmbria” e a tante altre ditte locali, «perché la Parrocchia, in questo tempo di crisi, – sottolinea il parroco don Francesco Buono – ha voluto far lavorare più persone possibili. Un grazie sentito ai tecnici, agli operai, alle Autorità civili e religiose e ai semplici e preziosi dipendenti, oltre ai nostri cari che pregano dal Cielo. Tutti sono stati chiamati a comporre questo meraviglioso mosaico dell’Amore di Dio». L’intero Complesso si sviluppa su una superficie di terreno di circa tre ettari, di proprietà della Parrocchia. Tale terreno è stato donato da una benefattrice, molto devota a San Pio da Pietrelcina e moglie del dott. Mario Sanvico. Il Complesso si compone di due unità immobiliari: la chiesa e l’edificio pastorale. Il primo immobile è composto, oltre che dall’Aula Liturgica con posti a sedere per una capienza complessiva di oltre 1.000 fedeli, dalla penitenzieria, sacrestia e servizi. Al piano interrato si trovano la cripta, i locali del Centro Caritas, un grande ambiente dove sarà esposto il presepe permanente, i magazzini e locali vari. Nell’edificio pastorale, al piano terra, troverà sede l’Oratorio con un grande salone, una decina di aule per il Catechismo e i servizi; al primo piano si trova un grande ambiente per il “Santuario della Parola”, l’Accoglienza-Canonica e i servizi. Infine, al piano seminterrato verranno realizzati un salone polivalente, con annessi delle aule per attività di laboratorio, una cucina e ambienti di servizio. L’architettura della chiesa con un forte richiamo alla santità «La struttura della Chiesa – spiega l’architetto Eugenio Abruzzini, – è principalmente costituita da una cupola a forma ovale sostenuta da quattro colonne in acciaio di forma dodecagonale in memoria dei dodici apostoli e segnate con il nome dei quattro evangelisti. La struttura di copertura è stata realizzata con travature e archi in legno lamellare; il cupolino finestrato, che arriva alla quota di metri 20, è sormontato da una croce cuspidale alta 4 metri in acciaio con pavoni, segno di bellezza.

Il fonte battesimale, scavato in marmo bianco di Carrara e posizionato all’ingresso dell’aula liturgica, poggia su una tarsia in marmo azzurro e bianco, che ricorda le acque del Giordano ed è del tipo con vasca ad immersione, con movimento dell’acqua per esondazione dal pesce di San Pietro; ai lati sono realizzate due acquasantiere e la custodia degli oli santi. La pavimentazione dell’Aula Liturgica è in marmo, con la corsia, che porta all’altare, decorata a tappeto con il nome dei dodici apostoli.

L’altare è realizzato in travertino romano classico, la cui pietra ricorda il sepolcro di Gesù; il basamento, in marmo rosso Francia in memoria del sangue e dell’acqua del costato di Cristo, poggia su una predella, che con un gioco di marmi rappresenta la croce fiorita. Infine, appesa in alto al centro dell’altare, vi è una croce, che è una riproduzione foto-artistica reale della famosa “Croce di San Damiano” quella che parlò a san Francesco. Nella penitenzieria è presente un grande crocifisso scolpito in legno di alto pregio, quello venerato da Madre Speranza: l’Amore Misericordioso».

Ma quel che più conta è lo spirito che ha guidato tutta la realizzazione e l’impegno di don Francesco Buono che sottolinea lo scopo di tale impresa: “andare verso gli ultimi, incontro agli emarginati nel corpo e nello spirito, nelle periferie della società”.

 

 

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