Autovelox: Il Comune di Perugia ha speso troppi soldi per speed check illegali e disapprovati dal Ministero dei Trasporti

colonnineIl Movimento Cinque Stelle presenta un esposto alla Corte dei Conti.

In molte strade della nostra città  sono state posati  i famosi dissuasori di velocità consistenti in cabine fisse al suolo di color arancio che, per dimensioni e caratteristiche, fanno supporre la presenza, al loro interno, di dispositivi autovelox. Tali apparecchiature prive delle autorizzazioni e, soprattutto, della dovuta assistenza da parte di un tutore dell’ordine, non si possono usare nei centri abitati. Infatti, proprio sulle strade cittadine, la legge non consente l’installazione di postazioni di controllo velocità totalmente automatiche ed il Comune dovrebbe garantire, assieme alle apparecchiature, la presenza di vigili.  Il Comune di Perugia, a partire dal 2010 ha, a più riprese, assunto decisioni di acquisto e posa in opera di numerosi speed check noncurante delle precisazioni che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fornito alle amministrazioni sul rispetto della normativa in materia. Già il 20 aprile 2010  il Ministero ricordava che gli speed check “non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada “  e che “Conseguentemente, non risulta per essi concessa alcuna approvazione”. A scanso di equivoci, il parere ministeriale specificava ulteriormente che: “ l’eventuale rilevazione di violazioni del limite di velocità, senza la conseguente applicazione delle relative sanzioni … potrebbe configurare l’omissione di atti d’ufficio, mentre l’acquisizione di dispositivi non previsti dalle vigenti norme, e non finalizzati all’accertamento delle violazioni, potrebbe concretizzarsi nell’ipotesi di danno erariale.”  Quanto affermato dal Ministero, veniva ulteriormente ribadito in una nota del luglio 2012 del Direttore generale del Ministero e da un ulteriore parere dell’aprile 2013. In tutto questo lasso di tempo, il Comune di Perugia ha continuato a spendere denaro pubblico per installare, spostare, riposizionare, provvedere alla manutenzione di niente altro che “spaventapasseri” senza alcuna utilità  per la sicurezza dei cittadini ed, anzi, pericolosi in caso di urti accidentali in caso di sviamenti dalla carreggiata.

Il Movimento 5 Stelle di Perugia, dopo la nota diramata nel novembre scorso dell’assessore ai Trasporti Roberto Ciccone che annunciava la posa in opera di nuove colonnine arancioni , ha deciso di presentare un esposto alla Procura regionale dell’Umbria della Corte dei Conti chiedendo di “accertare la sussistenza dei profili di legittimità degli  atti amministrativi adottati dal Comune di Perugia inerenti l’acquisto, la posa in opera, la manutenzione dei dispositivi speed check sul territorio comunale ed eventuali ipotesi di responsabilità erariale degli amministratori “.  Le  cospicue somme erogate dal 2010 ad oggi all’unica ditta fornitrice  degli  speed check installati sulla strade di Perugia,  stridono infatti fortemente con l’attuale degrado in cui versa il Comune di Perugia caratterizzato da servizi inefficienti, degrado urbano, edilizia pubblica fatiscente, inquinamento ambientale e  crescente disorientamento del cittadino sulla destinazione del denaro versato sulle casse comunali.

Meetup 53 – MoVimento 5 Stelle Perugia

 

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Una Risposta to “Autovelox: Il Comune di Perugia ha speso troppi soldi per speed check illegali e disapprovati dal Ministero dei Trasporti”

  1. luciano Says:

    Bravissimi a rilevare queste macroscopiche anomalie e mi auguro che la Corte dei Conti possa vederci chiaro e provvedere in merito.

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