Democrazia paritaria nel Pd: si predica bene e si razzola male

democratiche-umbria-logo Lo dimostra, una volta di più, la composizione della segreteria provinciale del Pd di Perugia, dove su oltre 20 componenti solo 8 sono donne. Di un pelo sopra il 33 per cento. Un risultato che si discosta nettamente da quanto di buono è stato fatto, invece, negli ultimi tempi, in altri luoghi politici. Qualche esempio: è pressoché unanime il riconoscimento delle potenzialità e delle opportunità offerte dal lavoro della Conferenza delle Democratiche, protagonista di un contributo rilevante nella costruzione delle politiche democratiche, citata anche dal segretario Dante Andrea Rossi nel suo intervento; da febbraio il Paese può contare sul parlamento più rosa della storia; in primavera si andrà al voto per il rinnovo delle amministrazioni locali con una nuova legge elettorale che prevede la doppia preferenza di genere (L. 215/12), il che rappresenta un balzo in avanti in tema di democrazia paritaria; il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi ha nominato una segreteria e una direzione con una presenza femminile maggioritaria. In provincia di Perugia, invece, nonostante i proclami e nelle more dello Statuto, si fatica ancora a valorizzare il portato politico delle democratiche. Basti pensare che con l’ultimo congresso si è eletta un’assemblea provinciale che non rispetta lo statuto, nonostante il riequilibrio di genere fatto in Commissione provinciale per il congresso, e che nei circoli, territoriali e comunali, solo il 20 per cento dei segretari è donna. La nomina della segreteria provinciale aggiunge una nota negativa. Non basta aver scelto di comporre una presidenza “in rosa”, non basta riservare parole di incoraggiamento alla Conferenza delle Democratiche, serve, invece, smettere di pensare che “una donna in più significa un uomo in meno” e serve farla finita con la scarsa considerazione che si riserva alle questioni di genere, derubricate a una “moda” politica. Le questioni di genere hanno a che fare con il contributo di elaborazione e con l’autonomia delle donne in politica. Ecco perché la Conferenza delle democratiche non rimarrà in disparte, ma chiederà, anzi, al segretario provinciale del Pd di Perugia Dante Andrea Rossi – che con la Conferenza avrebbe potuto, per opportunità politica, condividere i criteri di composizione dell’esecutivo e a cui abbiamo dovuto ricordare che la portavoce del livello corrispondente è membro di diritto della segreteria – di rivedere la composizione degli organismi, a partire dall’esecutivo, affinchè sia rispettato lo Statuto Pd. L’impegno a dare vita a una piena e proficua collaborazione tra partito e Conferenza delle Democratiche assunto dal segretario Rossi e dal coordinatore della segreteria Bocerani è solo un piccolo passo avanti. Dimostrare attenzione alle questioni di genere significa ben altro.

La conferenza delle democratiche della provincia di Perugia 

 

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2 Risposte to “Democrazia paritaria nel Pd: si predica bene e si razzola male”

  1. Angelo Pennacchioni Says:

    ” Dimostrare attenzione alle questioni di genere significa ben altro”.
    Significa…essere patetici, anzi patetiche!

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  2. monica paparelli Says:

    Care democratiche a Magione si è fatta una segreteria in cui vi sono 14 uomini e una donna imposta dalla componente renziana. Che ne dite del 6,6% di presenza femminile?

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