La verità sullo scandaloso caso dell’avvocato Cartasegna.

movimento 5 stelleTutta l’Italia si è indignata alla notizia che l’avvocato Cartasegna di Perugia percepisce una pensione di 650.000 euro annui. Ma il vero problema, di cui pochi parlano, è quanto l’avvocato ha percepito dal Comune per poter poi maturare il diritto a tale pensione.
Basta provare ad inserire un po’ di dati in un qualsiasi programma di simulazione di calcolo di pensione con il sistema retributivo, per scoprire che probabilmente, negli ultimi 5 anni, il Comune ha versato in media 650.000 euro annui per un totale della modica cifra di 3.250.000 euro!!
Non esiste un caso simile nella storia della Repubblica.
 
Facciamo i complimenti all’amministrazione comunale per l’oculatezza con la quale spende i nostri soldi.
Da quello che ci risulta, nonostante già ricevesse un lauto stipendio da dirigente, gli sono state liquidate parcelle applicando le tariffe minime fissate dall’Ordine degli Avvocati. Ma un avvocato, libero professionista, non percepisce uno stipendio e, per di più, a differenza del nostro, si paga i costi del proprio studio e dei propri collaboratori.
Non è ancora dato di sapere quante siano le cause che mediamente in un anno ha trattato il nostro avvocato. Considerate le cifre ricevute, ed in attesa di dati ufficiali,  ci viene di pensare che il numero medio sfiori o superi le 200 l’anno. Poiché prima del giudicato sono necessarie diverse udienze sembra che l’Avvocato abbia trascorso le sue giornate in giro per le aule dei tribunali.
Ma la storia non finisce qui. Dalla stampa locale apprendiamo che l’Avv. Cartasegna continuerà a rappresentare il Comune di Perugia nei contenziosi avviati prima del pensionamento. Se gli incarichi non verranno revocati potremo vantare di essere rappresentati in giudizio da uno dei legali più bravi d’Italia – almeno a giudicare dalle somme che percepisce – per altri 10-15 anni, che rappresentano il tempo medio per il giudicato civile nei tre gradi di giudizio. Magari potrebbe anche essere che la pensione, già astronomica, continui a lievitare ancora di più.
E cosa dire dell’auto blu? Il nostro amato Sindaco afferma che l’uso è limitato ai soli casi di processi incardinati a Roma e che la scelta di assegnare l’auto blu è economicamente conveniente. Non vogliamo contestare l’opportunità della scelta del Sindaco ma i dati che fornisce. Secondo il primo cittadino, a fronte di una spesa di soli 83.70 euro si evita un esborso di 360 euro nel caso si dovessero rimborsare le spese di trasferta. In qualsiasi azienda che si rispetti, ai costi elencati dall’Avv. Cartasegna e confermati dal Comune, vanno aggiunti quelli della retribuzione dell’autista e quelli dell’usura e della svalutazione dell’auto. La retribuzione per otto ore di servizio difficilmente sarà inferiore a 160 euro lordi ed i costi per una percorrenza di 360 km di un’auto di media cilindrata, secondo le tabelle pubblicate dall’ACI, ammontano a circa 180 euro. In totale l’uso dell’auto blu è costato al Comune intorno ai  400 euro. Sia auto che autista sono stati sottratti al normale servizio e questo, sembrerà strano al nostro Sindaco, rappresenta un costo.
D’altra parte, per meglio capire, basta osservare che il Comune di Perugia ha in carico ben 154 autovetture. Forse un uso più attento consentirebbe di ridurre il parco auto con grande beneficio per l’ambiente e per le nostre tasche.

MoVimento 5 Stelle Perugia

 

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