I NUOVI PROSTITUTI DELLA CULTURA

Vincenzo Luigi Gullace

Vincenzo Luigi Gullace

Tornano i prostituti della cultura, ma il pensiero non corre indietro nel tempo fino a giungere al V secolo a.c., quando nell’antica Grecia con tale definizione, vigorosamente dispregiativa, venivano chiamati gli appartenenti alla Sofistica, una corrente filosofica particolarmente attiva per quel tempo.

Socrate, Platone e Aristotele accusavano i Sofisti di essere prostituti della cultura, perché offrivano la loro umana sapienza a pagamento, mortificando l’essenza stessa della conoscenza che doveva essere alla portata di chiunque volesse entrare a contatto con il sapere erudito e con una cultura intesa come ampia riflessione su: morale, vita sociale e politica.

I nuovi prostituti della cultura di oggi, sono coloro che spadroneggiano nel mondo dell’istruzione in Europa, e l’Italia è tra i protagonisti di questa deriva culturale.

Nel nostro bel Paese ad ogni livello, e con la devastante complicità della politica, si registrano atti mirati a banalizzare fino a rendere ridicolo l’insegnamento delle principali materie scolastiche che formano sia la crescita dell’individuo come uomo, sia la conoscenza generale e, di conseguenza, la cultura personale.

Senza alcun criterio e in totale disprezzo della millenaria cultura italiana apprezzata e invidiata in tutto il mondo, si sovverte l’ordine delle competenze e delle priorità nelle università ed in tutti gli altri gradi di istruzione scolastica.

Non è importante se un giovane studente non conosce i rudimenti della grammatica italiana e a stento parla in italiano; se non conosce la grande storia d’Italia o se ignora elementari nozioni di geografia; per non parlare delle materie scientifiche sempre più ghettizzate.

Sembra che nella scuola di oggi conti solo conoscere l’inglese, l’informatica e l’omosessualità come naturale comportamento umano.

Su quest’ultimo punto occorre soffermarsi e riflettere, sembra che per i nostri esperti in materia di scuola, ciò che più conta è che i ragazzi italiani sappiano che esiste un mondo parallelo che non si può e non si deve ignorare; peccato che solo gli ignoranti travestiti da sapienti possano giustificare questo presunto universo di sensazioni cercando conforto di pensiero e volgendo il loro sguardo ad un passato che non c’è.

Questo mondo è l’omosessualità intesa come normalità, da inculcare nelle menti fresche dei giovani perché nel corso della loro vita imparino a rispettare tutti.
Fin qui nulla da eccepire, sull’alto scopo che si prefigge un’istruzione a tutto campo , ma sconvolgere un fondamentale dogma pedagogico che si basa su un istruzione ripartita tra famiglie e scuole di ogni ordine e grado, per mortificare le prime sempre più isolate e in crisi istituzionale di identità, e per esaltare le seconde nel segno di una progettualità scadente e senza prospettive, è veramente diabolico.

L’ultimo atto, in ordine di tempo, di questa ignobile crociata anti morale e anti famiglia, è avvenuto di recente in un liceo di Roma, e le sconcertanti dichiarazioni degli ultimi due ministri all’istruzione, ovvero Carrozza per il Governo Letta e Giannini per l’attuale Governo Renzi, rendono inequivocabilmente il senso di come sia considerata la scuola in Italia, ossia un corso di formazione per aspiranti anarchici, certamente ignoranti e irrispettosi del passato, senza né prospettive, né futuro.

Una nuova specie di figli dei fiori pronti a contestare tutto e tutti ed a rovinarsi la vita nel segno di una libertà assoluta e senza regole, percorrendo la strada del relativismo di Stato che porta, inevitabilmente, ad un nichilismo di maniera.

L’istruzione pubblica in Italia è diventata miserevolmente appannaggio della peggior politica, quella che si erge a paladina della cultura del nulla; della peggior forma di relativismo applicato alla crescita a alla formazione culturale dei nostri giovani, dei nostri figli.

La dichiarazione dell’ex ministro Carrozza “La famiglia ideale in questo momento non esiste, forse non è mai esistita.
Bisogna stare molto attenti a enfatizzare la struttura familiare ideale“, non merita alcun commento in quanto si commenta da sola per la povertà intellettuale che permea un tale sciagurato pensiero che neanche Friedrich Nietzsche avrebbe potuto elaborare nonostante la sua nota avversione verso tutto ciò che sapeva di sacro.

Anche l’attuale ministro dell’istruzione Giannini ha rilasciato di recente una dichiarazione scioccante. Interpellata in merito al putiferio scatenato in un liceo romano dalla lettura e relativo commento in una classe composta da studenti minorenni, di un brano tratto dal libro “ Sei come sei “ di Melania Mazzucco.
Un brano con espliciti riferimenti ad un rapporto omosessuale all’apparenza innocente, ma nella realtà dei fatti sconvolgente e dal pessimo gusto letterario; un brano, tra l’altro, offensivo anche per gli stessi omosessuali che, secondo me, si vedono relegati ad un ruolo di strumenti di mero desiderio carnale che sovrasta il possibile rapporto affettivo.

Il ministro, in totale condivisione dell’iniziativa, sostiene che “ Questo libro è stato dato da leggere all’interno di un progetto sulle diversità condiviso tra studenti e docenti.
Con tanto di discussioni in classe e tema alla fine.
Insomma qualcosa di approfondito e serio.
In tutta la letteratura dai greci in poi, da Platone a Saff , il tema dell’amore omosessuale è stato trattato in tutte le sue declinazioni, da quelle più crude ad altre metafisiche “ .

Peccato che la Professoressa Giannini , glottologa e linguista dalla carriera sfolgorante sia accademica, sia politica, faccia confusione citando i greci da Platone a Saffo, in realtà è più corretto dire da Saffo a Platone se si considera l’anno di nascita; inoltre nelle delicate opere della poetessa Saffo non si trovano scene descritte come quella letta in aula tratta dal libro della Mazzucco .

Anche il paragone con Platone è azzardato e fuori dai canoni filosofici tipicamente attribuibili a Platone , per il quale il corpo era la tomba dell’anima, quando dal corpo partono i segnali che minano la mente e sconvolgono l’anima.
Inoltre, spicca in questa dichiarazione del ministro la possibile esistenza di declinazioni metafisiche sulla omosessualità e, se così fosse realmente, sarebbe una straordinaria scoperta dello scibile umano.

Ma ora diamo spazio alla perla della letteratura italiana che ha infervorato il dibattito, con la lettura dell’ormai famoso brano della camaleontica Mazzucco

“ … nessuno avrebbe mai sospettato che quel muscoloso, ruvido, stopper la notte si stancava la mano sulle foto Jimi Hendrix, Valerij Borzov e Cassius Clay.
Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire indifferente alle conseguenze .

Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca.
Aveva un odore penetrante di urina e un sapore dolce.
Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare.
Giose lo inghiotti fini all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni.
Il fatto si ripetette altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita … “.

L’unica differenza tra i prostituti della cultura dell’antica Grecia e quelli di oggi è che almeno i greci sapevano bene quel che dicevano e, nonostante trovassero un tornaconto personale, agivano per il bene del loro paese; quelli di oggi non solo non sanno cosa dire, ma contribuiscono in modo sostanziale alla distruzione dell’istruzione pubblica nel silenzio assordante delle istituzioni italiane e internazionali .

Vincenzo Luigi Gullace

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