LA NUOVA MONTELUCE SARA’ UNA FUTURA CATTEDRALE NEL DESERTO?

monteluceLa Monteluce che verrà, non sarà un’ennesima cattedrale nel deserto, frutto di ambizioni politiche e delle solite speculazioni finanziarie?

Un progetto, molto ambizioso, suggerito da menti pensanti, poco lungimiranti, sulla fattibilità e prospettive future, messo in atto, dagli Amministratori pubblici del
momento, portato avanti, nel corso degli anni con svolti e risvolti legati alle Grandi opere, delle quali non si prevedono,  sufficientemente in anticipo, le conseguenze, sull’impatto ambientale e socio economico per la Città.

Sul piano finanziario i costi per la realizzazione dell’opera, non sono stati fin qui, sufficientemente chiariti, all’opinione pubblica, quali siano, gli Enti pubblici e Istituzioni private, che si faranno carico della spesa totale, per  questa moderna Cattedrale.

Certo, del denaro pubblico, ne sarà investito ancora tanto, per un’opera che sarà come un pozzo senza fondo.

Alla fine ci saranno quei risultati attesi, che le menti pensanti, al soldo della pubblica  Amministrazione, speravano di ottenere, per soddisfare i Committenti amministratori pubblici, piuttosto che i cittadini di Perugia, per il quale, dovranno ancora contribuire e subirne le conseguenze,  non tutte dagli sviluppi positivi.

Già nei decenni precedenti, nella nostra Città, sono state realizzate monumentali opere, che oggi rappresentano soltanto il misero degrado delle nostre periferie; come non citare: Madonna Alta, il Bellocchio, Fontivegge, S.Sisto e soprattutto Ponte S. Giovanni, che da piccolo villaggio, negli  anni 70 e 80, oggi è diventato, un immenso e disordinato quartiere, in cui lo stesso Sindaco Boccali, in questo villaggio ebbe i suoi natali; oggi non crediamo, che lui possa essere tanto fiero e nello stesso tempo, ringraziato dai suoi concittadini residenti.

La Nuova Monteluce, già predominante nel panorama perugino, che fino a ieri potevamo ammirare, per la sua configurazione armoniosa, discendente dalla cima di Porta Sole, degradando verso la valle.   Oggi il nuovo quartiere emerge sopraelevato, rispetto ai vecchi quartieri circostanti, che s’integrano armoniosamente al resto della Città. Questa trasformazione la percepiamo,  come una violenta contrapposizione, all’armoniosa architettura di cui potevamo fin qui,  vantarci per il centro di Perugia, che era rimasto intatto nel corso degli anni.

Come se tutto ciò non bastasse, quello che più ci preoccupa, è la destinazione finale, che avrà il nuovo gigantesco quartiere della Nuova Monteluce, una volta terminato.

Degli edifici, attualmente  in costruzione, dei progetti inizialmente predisposti, ad uso pubblico, come quelli per vendita a privati, hanno subito un cambio di destinazione nel corso degli anni successivi.

Alcuni edifici dovevano servire, come residenze per studenti universitari, nonostante che già in quegli anni cominciava il calo delle presenze nella nostra Città e ciò nonostante sempre negli stessi anni un altro progetto stava nascendo, quello denominato “Lo Steccone di S. Bevignate”.

Una folle corsa a sfornare nuovi progetti di cementificazione,  nel  nostro Comune, non si è mai interrotta  durante le diverse amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi decenni.

Progetti, che fin qui non hanno contribuito allo sviluppo armonioso della nostra Città, ma bensì solo a soddisfare interessi privati di costruttori e scaltri speculatori, pubblici e privati.

La Nuova Monteluce, in gran parte già costruita, nonostante i tanti problemi emersi nel corso dei lavori e legati all’instabilità del terreno, a rischio di dissesto idrogeologico, oggi, quelli già realizzati, devono nonostante tutto essere ultimati nella loro rifinitura.

Mentre si ritiene opportuno sospendere la costruzione degli altri edifici previsti nello stesso progetto.

Di quelli già realizzati, una parte potrebbero essere destinati, ad ospitare uffici comunali o di altre amministrazioni pubbliche, oggi sparse  nelle diverse zone della Città  e ospitate in edifici privati, con ingenti oneri per gli affitti e costi di manutenzioni straordinarie, il tutto a beneficio dei soliti soggetti privati.

Giuliano Cianelli                                                                       

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