LA CULTURA E’ SERBATORIO DI CONSENSI ELETTORALI

Interessi di bottega, giustificano i contributi che sono elargiti a pioggia, dall’ Assessorato ai Servizi Sociali e Culturali , del Comune di Perugia a guida PD, concessi per le attività socio culturali organizzate dalle varie associazioni che fanno riferimento all’ ARCI.
Degli stessi contributi, però ne beneficiano anche i Circoli parrocchiali.
Sia le Associazioni che dipendono dall’ Arci come i Circoli parrocchiali, sono tra loro diametralmente opposte e stridenti, negli scopi perseguiti, sia nella valorizzazione che aggregazione sociale di tutti gli individui, favorendone una crescita intellettuale.
Lo scopo per cui il Comune a guida PD, decide di sostenerle tutte queste attività, è solo quello di trarne sicuri vantaggi nei consensi elettorali.

Sono poco comprensibili le scelte fatte dall’ Assessorato alla Cultura nel determinare, l’opportunità o meno di promuovere alcune di queste attività, che spesso più che di cultura si tratta di evidenti contraddittorie provocazioni.
Un esempio sono due dei prossimi appuntamenti ai Giardini del Frontone: il primo è quello che si svolgerà nel penultimo fine settimana con una serata di Rap in chiusura del Festival Europeo della Musica il 23 giugno, che vedrà protagonista sul palco il rap man “Salmo”, notoriamente conosciuto per la sua filosofia di tolleranza sull’uso delle droghe, ritenendole una filosofia di vita.
L’altro aspetto inquietante, di questo Rap man è la sua dichiarata Omofobia ed intolleranza nei confronti delle diversità etnico culturali.
Certo non è un messaggio incoraggiante per le giovani generazioni della nostra Città, già pesantemente colpita dal fenomeno della Droga, per cui è conosciuta nel mondo, come una delle principali capitali.
E dire che questo Concerto è sponsorizzato dall’ Arci con il Patrocinato dal Comune di Perugia, e in uno spazio pubblico, inserito nel Festival musicale curato dal Circolo Arci Rework.

L’altra manifestazione è quella che si terrà nella settimana successiva, sempre al Frontone, denominata il Pride Village e organizzata dall’ Arci Gay.
Diametralmente e culturalmente opposta alla precedente, questa ultima, lodevole nei suoi scopi, di consentire una più ampia conoscenza, di una realtà sociale che è parte integrante della nostra società, nonostante che si finge di ignorare, rifiutandola per un discutibile pregiudizio dei ben pensanti puritani, che si annidano politicamente, sia a destra che a sinistra e all’interno delle stesse comunità confessionali.
Quindi le scelte che dovrebbe fare, un responsabile e serio Assessorato alla Cultura, è quello di discernere le attività che si vogliono programmare e promuovere, allo scopo di incentivare la coesione sociale, nel rispetto delle libertà reciproche tendente alla felicità degli individui, al contrario di quelle manifestazioni culturali che esaltano la tolleranza al consumo delle droghe e incitano comportamenti omofobi e razzisti che poi degenerano in violenza.

Stella Dora

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