PERUGIA E LA FAVOLA DEI PASTI GRATIS

Andrea Romizi

Andrea Romizi

Come è noto, domenica prossima Perugia tornerà alle urne nel ballottaggio per scegliere il nuovo primo cittadino.
In lizza il sindaco uscente Wladimiro Boccali e il giovane esponente di Forza Italia Andrea Romizi. Quest’ultimo è chiamato ad una impresa a dir poco proibitiva,
conoscendo il radicamento storico del Pci/Pds/Ds/Pd nella Regione rossa per antonomasia.

D’altro canto, anche nel capoluogo umbro l’influenza che esercita la politica ad ogni livello è tale che, oramai, il partito dominante è visto da molti cittadini come una sorta di rassicurante istituzione.
Ed è per ciò che appare molto difficile ottenere un ricambio democratico degno di questo nome.

Quando si gestisce il consenso in modo capillare, affidandosi all’esperienza di un professionismo della politica collaudato in decenni di potere locale, gli interessi che si sono consolidati nel tempo costituiscono un enorme blocco di consenso quasi granitico.
Blocco di consenso che, a volte, assume i connotati di vero e proprio voto di scambio legalizzato.

Immaginiamo, infatti, che se una Amministrazione comunale volesse mettere in piedi uno dei tanti carrozzoni pubblici in cui si svolgono lavori inventati, assumendo un congruo numero di giovanotti/e di belle speranze, è assai probabile che guadagnerebbe l’eterna riconoscenza di questi ultimi, soprattutto se impiegati con contratti a tempo indeterminato.

Proprio sotto questo profilo giorni fa mi sono imbattuto in una struttura creata dal Comune di Perugia a dir poco surreale: il “Centro servizi giovani”.
Una specie di luogo incantato, che da fuori sembra un asilo nido, in cui i giovani in cerca di occupazione o svago possono recarsi liberamente.

Tant’è che proprio nel sito del Comune è spiegato che “il Centro servizi giovani vuole inoltre essere: uno spazio multimediale, strumento utile per conoscere il web, un luogo adibito a diverse attività come lo svolgimento di laboratori culturali ed un luogo di costruzione di progetti, pensati per i giovani che vivono, lavorano e studiano a Perugia”.

Ma non basta: questo piccolo baraccone locale, che per molti versi è un doppione degli altrettanto inutili e costosi Centri per l’impiego sparsi ovunque, fa capo ad un’altra struttura particolare detta “Informagiovani”.
E proprio nel sito di questo ennesimo ufficio del nulla è scritto che l’incommensurabile gamma di servizi offerti ai giovani cittadini è totalmente gratuita.

Già, proprio l’ennesima favola dei pasti gratis che un altro signore del Pd sta divulgando da mesi dalla poltrona di Palazzo Chigi.
Ma il problema, ahinoi, è che in realtà nulla è gratuito a questo mondo.
Quando un politico crea dal niente una struttura di servizi che apparentemente non costano, nella sostanza carica sull’immenso groppone del popolo pagatore altri plotoni di stipendiati da accudire vita natural durante.

Le tasse e i debiti aumentano in modo impercettibile, tanto da non essere immediatamente percepiti dalla totalità dei cittadini.
Tuttavia, i diretti beneficiari di ogni nuovo baraccone pubblico immediatamente capiscono l’antifona e votano.
Qualcuno la chiama democrazia acquisitiva, ossia il metodo di ottenere consenso spendendo i soldi degli altri.
Il problema grosso nasce quando questi ultimi, come diceva la compianta signora Thatcher, finiscono.

Claudio Romiti

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