Assurda modifica targata PD al regolamento Regionale umbro sulla caccia

cervodi Fabio Berardi

No, non bastava !! Non bastava aver votato in parlamento PD insieme a Lega per mantenere l’aberrante e illecita tradizione dei richiami vivi, a scapito della vita, della dignità di migliaia di uccelli migratori che ogni anno vengono catturati per fare da esca nella caccia, così da sottoporci al pagamento dell’infrazione europea a discapito delle tasche degli italiani.

Non bastava. Ora da il suo aberrante contributo alle scellerate pratiche medievali anche la giunta regionale umbra con l’assessore alla Caccia Fernanda Cecchini. Dopo la modifica al regolamento in Umbria, la caccia di selezione a daini, caprioli, cervi e mufloni potrà essere effettuata anche con l’arco e le frecce.

Nel regolamento si legge: ”I selettori, muniti di apposito attestato, debitamente formati e iscritti negli elenchi provinciali dovranno presentare una certificazione sottoscritta da un istruttore della Federazione italiana arcieri di tiro in campagna (Fiarc) o della Federazione italiana tiro con l’arco (Fitarco) che attesti una prova di tiro da una distanza non inferiore a 30 metri per l’arco ‘compound’ e 20 metri per l’arco tradizionale. Deve infatti essere assicurata l’efficacia immediata del gesto venatorio, affinché gli animali non siano vittime di inutili atrocità”

Durante la caccia di selezione non potranno essere portati con sé contemporaneamente (bontà loro) l’arma da fuoco e l’arco. La proposta di modifica al regolamento verrà trasmessa alla commissione consiliare regionale competente in materia per l’acquisizione del parere obbligatorio e non vincolante, prima dell’approvazione definitiva da parte della giunta. Non ci resta che confidare nell’intervento dei più assennati fra i componenti del governo umbro perché si possa vietare – se non l’attività venatoria in senso lato – almeno questo metodo di caccia risalente a centinaia di secoli fa e ormai superato.

Non esiste che un’animale colpito anche dalla più potente freccia resti “sul posto”. La freccia uccide, certo, ma il più delle volte per dissanguamento. La freccia non avrà MAI lo shock idrodinamico di una palla, non può averlo perché la velocità è assolutamente inferiore e la massa superiore. Quindi, la freccia uccide, ma lentamente, senza contare i “tiri sbagliati” quelli che non uccidono ma feriscono lasciando dissanguare nel bosco o, nei casi peggiori, una freccia non mortale ma dolorosa che non ha modo di andarsene.

Se in giunta approvano tali provvedimenti, siamo alla frutta!

E’ una vergogna! E questo, è inaccettabile.

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