LIBRI: ALFABESTORIA – UNA STORIA CHE SEMBRA UNA FAVOLA

alfaRecensione:

Viviana Picchiarelli

Autore:

Costanza Bondi

Editore:

Aletti

Esistono storie che vanno raccontate, sebbene i più possano darle per scontate. Quella dell’alfabeto è proprio una di queste. Come tiene a specificare l’autrice, non vi è nulla di didattico in questo excursus sui generis, il quale ha per lo più lo scopo di narrare e – volendo – di far appassionare curiosi e – perché no – addetti ai lavori, “al dietro le quinte” della scrittura, partendo proprio dalle fondamenta. Ogni lettera ha il suo “quarto d’ora di celebrità” perché se ne racconta la genesi, le trasformazioni grafiche (vera e propria chicca del libro), il significato associato e, ovviamente, le curiosità che le caratterizza. Il tutto sapientemente organizzato in capitoli brevissimi (non più di 2-3 pagine), per mantenere un ritmo sostenuto e per leggere ogni “storia” come se fosse a se stante, senza però perdere il filo conduttore che vi soggiace. Lo stile è sobrio ed essenziale, per abbandonarsi poi a delle sfumature ironiche nei passaggi dedicati alle curiosità. Recentemente al libro è stato concesso il Patrocinio e l’uso del Logo del Comune di Perugia assieme al marchio della candidatura di Perugia a Capitale Europea della Cultura 2019.

Info e acquisti: http://www.inmondadori.it/Alfabestoria-storia-che-Costanza-Bondi/eai978885911815/

ALFABESTORIAUNA STORIA CHE SEMBRA UNA FAVOLA è l’interessante tentativo di raccogliere informazioni, aneddoti, curiosità e genesi, senza fine didattico alcuno, di una storia tanto affascinante, quanto ai più sconosciuta, che accompagna l’uomo sin dagli albori della sua comparsa sul pianeta Terra: l’alfabeto. La scrittura è l’atto, la tecnica o il sistema con cui si tracciano sulla carta oggi, e si tracciavano su altre superfici una volta (l’argilla o il papiro, per esempio), segni grafici convenzionali che rappresentano le parole e quindi il contenuto di un concetto. Lo stesso dicasi per chi, nei tempi odierni, scrive digitando suddetti segni su una tastiera. Da ciò è nato il desiderio di raccogliere alcune informazioni, squisitamente narrative, con lo scopo di dare “un’infarinata” generale a chi si voglia levare la curiosità di venire a conoscenza del “perché” e del “per come” si utilizzino determinati segni grafici per indicare una lettera precisa dell’alfabeto, e non un’altra. Sta di fatto che anche il segno o la traccia più semplice non esiste mai per caso, racchiudendo al contrario un significato intrinseco, anche quando chi osserva – e quindi legge – non lo percepisca nell’immediato.

 

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