Diritti, Leonelli: “Spetta a noi promuovere una cultura dei diritti inclusiva”

Daniele Baldoni

Daniele Baldoni

IL FATTO:  Insegnate contestato perché gay, genitori e scuola gli chiedono di restare

IL DISCRIMINATO: “Ho deciso di metterci la faccia”. Lo dice con orgoglio Daniele Baldoni, il trentunenne maestro di danza che ha scelto di lasciare il suo incarico di insegnante nei progetti formativi della “Dalmazio Birago” in seguito alle frasi discriminatorie pronunciate contro la sua omosessualità dalla madre di un alunno.

IL COMMENTO: “La storia dell’insegnante di Passignano, costretto a rinunciare all’incarico da un mormorio squallido e discriminatorio, segnala la necessità di promuovere e rilanciare una riflessione sul tema dei diritti, che si ponga su posizioni avanzate e allontani ogni tentazione di strumentalità”. Così Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd Umbria. “Spetta a noi – aggiunge Leonelli – farci carico dell’urgenza di contrastare con decisione, attraverso gli strumenti legislativi, politici e culturali più adeguati, ogni forma di discriminazione, promuovendo anche a livello regionale una cultura dei diritti sempre più inclusiva e al passo coi tempi”. “In questo caso è profondamente discriminatorio – ancora Leonelli – assumere l’orientamento sessuale come parametro di giudizio sulla ‘capacità’ di insegnare. Si offende, così, la dignità della persona, se ne ledono i diritti e si consegna agli studenti, agli allievi di quell’insegnante, un segnale imperdonabilmente negativo. Ecco perché la posizione del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Passignano e Tuoro, che ha ritenuto di non attivare il progetto di cui l’insegnante in questione era titolare, va sostenuta con forza”. “Quanto accaduto a Passignano – secondo Leonelli – testimonia che chiusura e ignoranza rispetto al tema sono ancora drammaticamente diffuse, pure in Umbria, terra di apertura, di tolleranza, di avanzate conquiste sociale, di diritti. E che, per l’insegnante oggi giustamente agli onori della cronaca ma anche per tutti coloro che ogni giorno subiscono atteggiamenti discriminatori, è da mettere all’ordine del giorno un impegno sempre più stringente per i diritti e contro ogni forma di discriminazione, nella società, sul lavoro. Parlare di diritti significa interrogarsi sulla dignità delle persone, è prima di tutto una questione di civiltà”.

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