Il mercatino del biologico. Tra scambio di cibo, prodotti e “immaginario”.

Fotografia di Michela Mariotti

Fotografia di Michela Mariotti

E’ fissata per domenica 7 dicembre l’ultima edizione del 2014 del mercato mensile Umbria Terra Viva dedicato ai prodotti biologici e all’artigianato creativo ecocompatibile, presso Piazza Piccinino a Perugia dalle 9.30 alle 20. Il mercato, attivo da oltre 20 anni, è un appuntamento fisso (promosso dall’associazione Bio Umbria Art – http://www.bioumbria-art.it) per gli amanti del cibo naturale, dell’artigianato, della cosmesi eco-compatibile e del commercio equo. L’andamento per il 2014 è stato positivo nonostante alcune difficoltà dovute ad una stagione estremamente piovosa che ha compromesso alcune produzioni, e ha ridotto la frequentazione del mercato da parte dei consumatori in alcune prime domeniche dell’anno. Al mercato si possono trovare una grande varietà di prodotti: vino, miele, formaggi, prodotti da forno, frutta e verdura freschi, succhi di frutta, legumi, pasta, prodotti del commercio equo e solidale, cosmetici e saponi, oggetti in legno d’olivo, gioielli, ceramiche, piante. Il 2014 ha visto una leggera riduzione della presenza di agricoltori che forniscono verdura fresca nonostante sia in crescita la richiesta da parte del pubblico di questo genere di prodotti. Gli organizzatori del mercato sono infatti interessati all’inserimento di nuovi produttori per la vendita di ortaggi auspicando l’ingresso di giovani agricoltori. Proprio per incentivare la loro presenza, la partecipazione al mercato per chi porta frutta e verdura (autoprodotta e biologica) è gratuita.

Il valore dei mercati dei produttori non risiede solo nella circolazione di cibo fresco e di qualità nei contesti urbani, ma anche nella creazione di uno scambio tra produttori e consumatori di conoscenza, informazioni e socializzazione. Scrive l’antropologo Claude Fischler che l’uomo è l’unico essere vivente che si nutre di carne, vegetali e “immaginario”, sottolineando l’importanza degli aspetti simbolici, affettivi e relazionali che l’alimentazione ha per le persone in tutte le culture e attraverso tutte le classi sociali. Se l’alimentazione trascende l’aspetto della nutrizione per entrare nella sfera del sociale e del culturale, l’esperienza dell’incontro tra produttori e consumatori nei mercati è un valore che può portare a un rapporto col cibo più profondo e informato.

michiAssaporare un formaggio artigianale biologico conoscendo la storia delle persone che lo producono, ad esempio, aggiunge al valore nutritivo, salutistico e sensoriale della degustazione del prodotto la consapevolezza del lavoro, dei saperi e delle tecniche delle famiglie di artigiani che lo producono. “E’ la mano dell’uomo ciò che rende buono un prodotto” ci dice Maria Assunta Manca, titolare dell’azienda “Su Nuraghe” (https://www.facebook.com/sunuraghe.eu), che al mercato di Piazza Piccinino vende ogni mese i propri pecorini freschi e stagionati, caprini, formaggi misti e ricotte.

Quando l’andiamo a visitare presso la sua azienda e caseificio a Ponte Pattoli (Loc Prezzonchio, frazione di Perugia) , Maria Assunta ci racconta la storia della sua azienda e della sua famiglia. Originaria di Orgosolo, Sardegna, è arrivata in Umbria nel 1967 con il marito, i figli piccoli e 220 pecore. La migrazione “in continente” ha dato modo a molte delle famiglie di origine sarda di abbandonare le lunghe e faticose transumanze nell’isola: queste famiglie hanno rimesso in produzione i terreni agricoli, spesso in zone marginali, lasciati dai contadini umbri alla fine della mezzadria. La famiglia titolare dell’azienda Su Nuraghe ha pertanto continuato in Umbria la produzione del pecorino che da generazioni già faceva in Sardegna; con il tempo hanno però ampliato la varietà dei formaggi aggiungendo nuovi prodotti e sperimentando nuove ricette: formaggio misto al tartufo, al pepe, alla salvia, e molti altri. Questo formaggio, che si colloca tra innovazione e tradizione, sintetizza in sé la storia del lavoro e delle campagne della Sardegna e dell’ Umbria. Durante la visita al caseificio abbiamo assistito alla mungitura, alla caseificazione, al pascolo all’aperto delle pecore di razza sarda e delle mucche. L’azienda è certificata biologica.

Una visita al mercato biologico di Piazza Piccinino significa non solo acquistare del cibo fresco e a chilometro zero, ma anche entrare in uno scambio dialogico con le storie di vita e di lavoro dei produttori, con le pratiche e le tecniche racchiuse nei loro prodotti, rendendo ciò che mangiamo più denso di significati, buono da pensare e non solo da mangiare.

Elisa Ascione, antropologa, e Michela Mariotti, fotografa, collaborano con Piazza Bio (www.piazzabio.it), agenzia di comunicazione del cibo biologico, naturale e agro-ecologico.

 

 

 

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