Sintesi della conferenza stampa del Comitato per la democrazia in Umbria sulla legge elettorale della Regione Umbria

foto_conf_stampa_22_dicSi è tenuta oggi presso la sala delle conferenze dell’hotel La Rosetta la conferenza stampa indetta dal comitato per la democrazia in Umbria  a cui hanno partecipato

Michele Guaitini ed Andrea Maori, rispettivamente tesoriere e segretario di Radicaliperugia,   Luigino Ciotti, Sinistra Anticapitalista,  Adriana Galgano, deputata di Scelta Civica e il prof. Mauro Volpi, costituzionalista e docente presso l’Università degli studi di Perugia.

Tutti gli intervenuti hanno stigmatizzato lo scarso livello di partecipazione e di trasparenza che sta caratterizzando la fase di elaborazione della nuova legge.

In particolare Maori ha polemizzato con il Movimento 5 Stelle dell’Umbria per l’assenza totale di collaborazione con il comitato aperto al contributo di tutti i soggetti interessati alla democrazia in Umbria e ha ricordato che il loro parere inviato alla commissione statuto della regione risultava nebuloso almeno come le proposte di legge in discussione.

Galgano ha presentato le linee essenziali della proposta di legge approvata dal consiglio comunale di Gubbio sulla legge elettorale che costituisce una novità rispetto al procedimento in corso di discussione perché apre all’adozione dei collegi uninominali come sedi principali della rappresentanza dei cittadini,.

Il prof. Volpi ha polemizzato con le valutazioni fatte dagli esperti ed ha criticato le proposte in discussione sui premi di maggioranza fatte senza equilibrio tra voto espresso dei cittadini ed esigenze di governabilità.

Il comitato, soprattutto con gli interventi di Guaitini e Ciotti ribadisce che per evitare un nuovo fallimento e garantire trasparenza in un procedimento fino ad oggi nebuloso ribadisce:

  1. Pubblicazione dei pareri degli esperti costituzionalisti interpellati e dell’ufficio legislativo regionale sulla costituzionalità della proposta di legge all’esame della commissione
  2. Norma transitoria che in sede di prima applicazione fissi il numero di firme in misura non superiore a 750
  3. Nessun caso di esenzione nella raccolta firme
  4. Doppio turno o altro sistema che garantisca l’aderenza della nuova legge alla sentenza della Corte Costituzionale 1/2014

 

 

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