COSTANZA BONDI ALFABESTORIA – UNA STORIA CHE SEMBRA UNA FAVOLA

alfabetoRecensione di Flaminio Cozzaglio

ALFABESTORIA non è un libro nel senso tradizionale del termine; un’occasione, un segno mi sembrano la descrizione più esatta, dove puoi trovare tanto, come chiuderlo dopo dieci pagine, dipende cosa ti interessa cercare. Una ministoria del nostro alfabeto; se arrivi alla lettera o, “che rappresenta una ‘vocale velare’ pronunciata con le labbra arrotondate, che può essere semichiusa o semiaperta a seconda della minore apertura delle stesse”, ti imbatti in Achille Campanile che ti invita a stare attento  a come parli; se non ti senti sicuro, leggi, oltre a Alfabestoria, anche il suo Manuale di conversazione:

“La O larga: ‘Se avete quesiti da porci, rivolgetevi a me che sono qui per soddisfarvi’. Parole, queste, messe in bocca a una contessa che fecero trasecolare un suo sprovveduto interlocutore, il quale – sbagliando nella lettura l’accento – ravvide nefandezze, appunto da pòrci, nei quesiti della contessa stessa e non la gentilezza del verbo porre con la quale, invece, lei gli si rivolgeva.”

Faccio le pulci a Campanile: per togliere ogni possibilità di equivoci, la contessa invece di soddisfarvi avrebbe dovuto usare rispondervi; anche se, le parole hanno infinite possibilità di interpretazioni, più vicina  a riva, ma se il maniaco interlocutore pensa solo a quella cosina, la sicurezza assoluta sarebbe mancata egualmente, se la contessa fa intendere che risponderebbe a quesiti non meglio precisati……

Chi scrive molto si fa spesso la domanda: perché quel segno e non altro? cui Costanza Bondi non risponde mai direttamente: “la scrittura è l’atto, la tecnica o il sistema con cui si tracciano sulla carta oggi, e si tracciavano su altre superfici una volta (l’argilla o il papiro, per esempio), segni grafici convenzionali che rappresentano le parole e quindi il contenuto di un concetto.”

Chi è Costanza? Una giovane donna di Perugia, benestante, che vive oltre le feste; in pochi anni ha stampato libri di dilettanti come noi, lei compresa, sotto l’insegna WOMEN@WORK; una delle piacevoli, per me, scoperte su Facebook, che i sapienti alla Trissotin a volte bollano salotto di nullapensanti.

Londra  03 01 2015

www.flaminiocozzaglio.info

Leggi

http://wsimag.com/it/cultura/9216-women-at-work

 

Guarda

https://www.youtube.com/watch?v=kzcxFDbRbK4

 

Info e acquisti

http://www.alettieditore.it/emersi/2014/bondi.html

 

 

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