DOPO LA COMMOVENTE SOLIDARIETA’…. ORA DOBBIAMO PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI

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Commovente è stata la solidarietà espressa da milioni di cittadini, a seguito dei vili attentati, che i soliti fanatici “integralisti islamici”, hanno insanguinato  Parigi, la settimana scorsa, proprio nel cuore dell’Europa.

Tra i tanti cittadini che partecipavano nei cortei e nelle piazze, per manifestare pacificamente l’orgoglio ferito, c’erano anche i rappresentanti delle Istituzioni politiche, laiche e religiose.

Tra questi anche quelli che per evidente protagonismo, profittando dell’eccezionale vetrina offerta dai media, erano lì per versare lacrime del coccodrillo, con la consapevole ipocrisia, che tutto quello che sta succedendo, nella democratica Europa, è anche indirettamente una loro responsabilità.

Fiumi di parole, sono state pronunciate dai vari leader presenti alle manifestazioni, con tanti buoni propositi e gli inviti alla reciproca tolleranza.

Da parte delle comunità di fede islamica, sono state ripetute le denunce contro gli autori dei massacri, dichiarandosi dissociati dai loro fratelli mussulmani, che con i loro attentati interpretano arbitrariamente la legge coranica del Profeta, affermando che questa predica solo Pace e Amore per tutti.

Ci sforzeremo di credere nelle belle parole pronunciate dai rappresentanti delle Comunità Islamiche, purché queste si traducano in fatti concreti e non semplici dichiarazioni per tranquillizzare l’opinione pubblica scossa dal terrorismo di questi giorni.

Le comunità islamiche ospiti nei nostri paesi, dovrebbero scendere in prima linea per contrastare e combattere contro i sedicenti integralisti, che per loro ragioni, non sempre comprensibili, sfruttano il Corano e il suo Profeta.

Certo che, a seguito degli episodi che stanno sconvolgendo l’Europa, non sarà facile far comprendere alle popolazioni colpite, il valore dell’integrazione, che fin qui si sta faticosamente ricercando, nell’ambito sociale e culturale e della pacifica coesistenza, per mantenere quel fragile equilibrio, tra due mondi diversi.

Si fa ancora più lunga e difficile la strada che dovrebbe portare a questo auspicato risultato, a causa dei pericolosi fanatici, che ne deviano i percorsi, mettendoci in guerra fra noi.

L’invito pressante, che viene dagli uomini di buon senso, è quello di invitare gli ospiti immigrati, alla reciproca tolleranza, ricordandosi che sono loro in casa nostra e quindi devono rispettare le nostre leggi, le usanze e costumi, senza pretendere di volerci sottomettere alle loro che non ci appartengono.

Giuliano Cianelli 

 

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