Post Elezioni: Il PD per un’Ecologia della Politica

di Lorena Pesaresi – Direzione regionale PD Umbria.

Lorena Pesaresi

Lorena Pesaresi

Ho aspettato che l’onda delle analisi e delle polemiche legate alle regionali passasse per aprirmi a qualche ragionamento. I risultati li abbiamo visti, ci possiamo chiacchierare sopra, sbuffare, cavillare, ma i dati sono chiari, specialmente quelli legati all’astensione, il vero vincitore di queste elezioni regionali in Umbria. Basti pensare ad esempio che Perugia (il PD ha avuto solo 23000 voti su 79.000 votanti contro 140.000 elettori circa), è tra le primissime  sei  città italiane a maggiore “sofferenza” di astensionismo (dati Centro Studi Cattaneo). Leonelli sembra invece parlare sempre un’altra lingua: “abbiamo vinto (certamente)  rinnovato, cambiato, tanti giovani…” ma con nessuno eletto come già si sapeva… per rimanere poi sempre con gli stessi e per non cambiare nulla lui compreso (con 15 anni di mandati amministrativi alle spalle)… A Perugia sono mancate e come candidature forti e più riconoscibili tra gli elettori  per le cose concrete fatte sul territorio dalla precedente Giunta comunale. Questo è quello che conta in politica e tra la gente e allora forse l’astensionismo (vincente) sarebbe stato molto più basso…

Aggiungiamo le ultime vicende della seconda tornata di arresti per “Mafia Capitale” (in attesa di una terza tornata di cui già si parla) e il quadro è completo. A questo punto basta dire basta, iniziamo a creare una rete di rapporti per portare avanti, dentro il partito, una cultura di Ecologia della politica, una cultura del rispetto dell’ambiente sociale su cui la politica si basa e vive. Questa politica, quella degli ultimi venti anni, ha eroso il proprio territorio, cioè l’elettorato, l’ha avvelenato con la corruzione e l’arroganza, lo ha incendiato con l’incapacità e il disinteresse.

Questo ceto politico, fatto da troppi arrivisti bulimici che vedono le ideologie come un ostacolo sui loro binari, ha occupato troppi posti-chiave, ha eroso troppo territorio umano ed è un eco-mostro che consuma risorse e non riesce a produrre nulla. Oggi la metà degli elettori rinunciano a un loro diritto- diritto pagato caramente dai nostri nonni e dai nostri genitori- perché ormai pensa che non votare sia l’unico modo per fare meno danni o per non sentirsi responsabili di quello che accadrà. Il problema non è solo del PD, ma che cambia? Inutile ridire quello che ho già scritto tante altre volte. Dobbiamo fare rete per una ecologia della politica, dobbiamo saper ascoltare e aprirci ai movimenti dei cittadini, alle associazioni, lì dove l’aggregazione ritrova un senso, aprirci alla società civile, a chi lavora. Rispettiamo la politica rispettando i cittadini, mostriamo i risultati di ciò che effettivamente sappiamo e riusciamo a fare, sempre, con accuratezza e rispetto, perché quando sbagliamo sono i cittadini a pagare.

Anche la politica vive una situazione di emergenza e c’è chi dall’emergenza riesce a trarre un personale profitto. Non siamo ingenui, sappiamo che la gestione della cosa pubblica può offrire molte tentazioni, così anche la gestione interna del partito, ma dobbiamo dotarci dei filtri adatti, dei depuratori in modo che la nostra acqua sia sempre cristallina, come è giusto e necessario che sia. Portiamo avanti amministratori conosciuti davvero sul territorio, apprezzati, puliti, che sappiano mostrare e dimostrare quello che hanno fatto e sanno fare e anche che sappiano rimanere fedeli. Facciamo rete, perché i partiti, il Partito, è fatto innanzitutto da persone e da volontà. Portiamo avanti una ecologia della politica. Chi ci sta!

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