BICICLETTE UMBRE SULLE DOLOMITI

Un susseguirsi di emozioni di lunghezza variabile tra 55 (Sellaronda), 106 (Medio) e 138 (Maratona) chilometri in un

Silvia Poggesi

Silvia Poggesi

contesto paesaggistico da favola, le Dolomiti patrimonio mondiale dell’umanità, in una giornata tersa, ma anche calda, dai colori limpidi che ha esaltato ancor di più l’ambiente naturale circostante: questa è stata la Maratona dles Dolomites andata in scena domenica scorsa per i 122 pedalatori umbri che  l’hanno portata regolarmente a termine in uno dei tre percorsi a disposizione. Partenza per gli oltre novemila al via in rappresentanza di ben 64 nazioni alle 6,30 da La Villa ed arrivo per tutti a Corvara, Alta Badia, dopo aver scalato in sequenza passi dolomitici dal nome importante per i ciclisti: Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Falzarego, Giau, Valparola su strade rigorosamente chiuse al traffico attraversando cinque valli ladine, Badia, Fodom, Fassa, Gardena e Ampezzo. I nostri ciclisti si sono divisi sui vari percorsi in programma e tutti hanno brillantemente portato a termine la loro fatica pedalando su medie più o meno elevate. Per la cronaca, a livello maschile e femminile sui tre tracciati i migliori umbri sono stati: per i 138 km Matteo Donati, della Bikeland Team 2003, 29esimo assoluto in 5.06.43 alla media oraria di 26,499 e tra le donne Marica Passeri, dell’Asd Cavallino, anch’essa 29esima assoluta in 6.44.45 alla media di 20,456. Nel percorso medio di 106 km. miglio umbro il mitico Fabrizio Ravanelli, dell’Asd Alè, 20esimo assoluto in 3.54.35 alla media di 27,110 e a livello femminile Silvia Poggesi, del

Marica Passeri

Marica Passeri

Blu Velò, 44esima assoluta in 5.31.33 alla media di 19,182. Infine nel corto di 55 km Andrea Bellucci, Velo Club Gubbio, 89esimo assoluto in 2.44.01 alla media di 20,118 e la ternana Federica Sarti, G.S. Capranichese, 124esima assoluta in 4.15.42 alla media di 12,965. Da evidenziare la prova dei due Ravanelli con Fabrizio sul terzo gradino del podio nella categoria M5 e Andrea sesto nella categoria M6, ma al di là delle singole prestazioni cronometriche, per tutti la soddisfazione e la consapevolezza di essere stati protagonisti di un evento mondiale che va ben oltre il puro ambito agonistico, di un su e giù mozzafiato e trita gambe che però offre a chi li sa cogliere, pur nel pieno della sforzo, momenti, immagini e suoni che solo la montagna sa offrire (la vista della Marmolada all’uscita del 4° tornante della ripida salita verso Passo Sella e i fischi delle marmotte lungo l’ascesa verso il Passo Pordoi sono solo un esempio), che guarda anche al sociale in modo serio (con il sostegno quest’anno a tre organizzazioni, l’Assisport Alto Adige, la onlus/omg “Associazione Gruppi Insieme si può”, e la “Alex Zanardi Bimbingamba”) che di sicuro rimarrà ben impresso nella memoria di ognuno.   

Luca Uccellini

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