Esclusiva, svelato il mistero sull’autore della Facce di Argilla disseminate nel centro storico di Perugia

Cristiano

Cristiano Quagliozzi

Chi non si è accorto,in questi giorni,attraversando la Rocca Paolina o passeggiando per stradine e vicoletti dell’Acropoli,di strane facce che occhieggiavano da fessure e scorticate cavità degli antichi muri?

La curiosità era tanta,perchè comparivano al mattino,come dal nulla,forgiate indubbiamente nelle ombre della notte.Chi poteva mai essere quell’artista un po’ folle,che argilla alla mano dispensava le sue didascaliche,fugaci sculture?

Ne abbiamo voluto sapere di più e come segugi lo abbiamo scovato,conosciuto,intervistato.Un bel giovanotto romano,Cristiano Quagliozzi,con un backround artistico di tutto rispetto.

Cosa sono le tue “Facce di terra”,gli abbiamo subito chiesto.

“E’un’istallazione site specific,che consiste nella realizzazione di volti in argilla,uniti a rifiuti ambientali nella città e nei centri urbani in cui viene ospitata”, dopo il risultato positivo riscontrato nell’ottobre scorso presso la cittadina di Castrovillari,nell’ambito del Calabria Teatro Festival, è in atto la programmazione per nuove destinazioni,in cui l’azione può essere riproposta.Ho iniziato nel maggio scorso e proseguirò fino ad ottobre”.

cri1Come ti è balenata questa idea di insolita performance artistica?

“La Terra è l’habitat in cui persone,animali e piante coesistono e dove sono destinate a tornare;come tale essa è l’emblema della memoria e della rigenerazione della vita…tutto torna ad essere terra,tranne i rifiuti,che impiegano molto più tempo a degradarsi.Spesso vengono abbandonati ai bordi delle strade,nei borghi più seggestivi ed antichi del nostro pianeta,o ancor peggio,nei boschi,ove la natura,ancora scevra dalle colate di cemento dei palazzi e lontano dalle nere strisce d’asfalto delle strade,trasformando luoghi incantati ed ancora incontaminati,in orribili discariche”.

Quindi,tu riproponi con forza e creatività alle nostre coscienze il gravissimo problema dell’inarrestabile inquinamento atmosferico?

“La poca cura dell’ambiente che ci circonda rimane nella memoria materiale del pianeta,da cui viene assorbita come il concime di un futuro contaminato”.

Parlaci di questo tuo connubio artistico tra volti artistici e spazzatura,che divengono un tutt’uno

“La spazzatura viene riproposta in forma estetica,in quanto appunto parte integrante dell’opera,ponendo l’accento sulla necessità di vita più ecosostenibile,incentrando l’attenzione sul problema dell’inquinamento”.

cri2Quale sarà la sorte delle tue “Facce di terra”?

“Il tempo distruggerà questi volti che velocemente si andranno seccando e spaccando nei giorni,fino a farli tornare ad essere sassi…un “memento mori”,a dimostrazione dell’inesorabilità del tempo.Le uniche tracce rimangono i rifiuti e gli scheletri di fil di ferro,agevolmente asportabili”.

Cristiano ci ha consegnato alla riflessione e al silenzio.Scheletri,come diverremo noi,quando l’anima fuoriuscirà dal nostro involucro mortale.allora non ci resta che iniziare a fotografare,in maniera quasi compulsiva,quella che può essere vissuta come metafora della vita…Cruda,crudele,ma reale.Ed anche le foto diventano successiva metafora,come i nostri volti che ci sopravvivranno,incorniciati su una vecchia consolle,negli sguardi dei nostri cari,quando anche noi riprenderemo il viaggio di ritorno,verso colei che ci ha concepiti tutti,la nostra Madre Terra.

Amalia Popoli

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