Trasimeno, Oasi la Valle: tuffarsi nel verde ed immergersi nel blu

di Benedetta Tintillini

L’ampio specchio del Trasimeno, lago di origine tettonico-alluvionale, proprio a causa delle sue peculiarità, è oasi la valleunico al mondo. Vasto ed al tempo stesso poco profondo (ha una profondità massima di 6,5 mt) è un lago chiuso, senza immissari, il cui livello è regolato solamente dalle piogge.

Per queste sue prerogative il Trasimeno riveste un’importanza strategica per la fauna migratoria ed è tra i 44 laghi più importanti al mondo.

Fa uno strano effetto sapere che il lago, nell’area dell’Oasi Naturalistica La Valle, raccolta nel triangolo ideale i cui vertici sono i paesi di San Savino, Sant’Arcangelo e San Feliciano, ha una profondità massima di 1 metro e mezzo.

Prima della passeggiata veniamo istruiti sulle specie che potremmo avvistare durante il percorso, per essere pronti a catturare e ricordare, armati di cannocchiale, momenti della vita degli uccelli che riusciremo ad incontrare.

In questa stagione avremo la possibilità di ammirare la Folaga, lo Svasso Maggiore, l’Airone Cinerino, il Gabbiano reale ed il Gabbiano comune, uccelli che vivono in quest’area durante tutto l’arco dell’anno; provenienti dall’Africa, invece, passano l’estate al Trasimeno l’Airone Rosso, la Sgarza Ciuffetto, il Tarabusino, la Cannaiola (un uccellino che con i suoi 13 grammi di peso riesce ad affrontare le lunghe rotte migratorie) ed il Cannareccione.

Ogni stagione quindi è buona per vivere e riscoprire il lago, sempre uguale e sempre diverso, per chi ha tempo e voglia di osservare e comprendere i cambiamenti di un ambiente vivo ed unico.

Fino a settembre è possibile, durante le visite guidate, assistere anche alle operazioni di inanellamento. L’Oasi La Valle è anche una stazione ornitologica che fa capo all’INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica), dove gli uccelli vengono catturati tramite delle reti, censiti e rimessi in libertà.

Vediamo dal vivo in cosa consiste questa operazione: una volta catturati, i volatili vengono messi in sacchettini di cotone. L’uccellino che viene estratto dal primo sacchetto, davanti ai nostri occhi, è un esemplare di Occhiocotto (così chiamato perché ha un cerchio color mattone intorno all’occhio), è un giovane appena uscito dal nido, gli viene applicato l’anello (sul quale è inciso un codice e la nazione dove viene inanellato) e vengono effettuate delle misurazioni: si controlla il grasso (soffiandogli sul pancino scoprendo la pelle trasparente), si prende misura del tarso, la lunghezza delle ali, la terza penna primaria, età e sesso, e peso (11,4 grammi in questo caso!).

Dopo aver proceduto alla misurazione ed alla registrazione dei dati che verranno trasmessi alla banca dati dell’INFS, non resta che salutare l’uccellino guardandolo per un ultima volta e… aprire la finestra per fargli riacquistare la libertà!

Dopo l’Occhiocottoè, nel nostro caso, la volta di una Cannaiola con il “pancione” (ci fanno notare, soffiando sulla pancia, che ha un uovo al suo interno). La Cannaiola è un uccellino migratore a lungo raggio che torna sempre a fare il nido nello stesso posto (ci raccontano che un esemplare è stato catturato per 14 anni di seguito!).

Dulcis in fundo, il terzo esemplare che possiamo ammirare da vicinissimo (un’esperienza entusiasmante che consiglio a tutti), nelle mani esperte di  Mario, è un bellissimo Martin Pescatore con la sua magnifica livrea turchese, specie che abita il lago durante tutto l’anno. Si ciba di pesci, tuffandosi anche in pochi centimetri d’acqua.

Già così tante scoperte e la passeggiata non è ancora iniziata!

Ammiriamo, purtroppo protetta in una vasca, la Ninfea bianca del Trasimeno, scomparsa dal lago a causa del proliferare della nutria, introdotta negli anni 70 per farne pellicce e poi liberata una volta finita la produzione. Gli esemplari di questo animale sono proliferati a tal punto da essere un vero problema ed anche la causa della sparizione della ninfea di cui si cibano.

Maddalena ci spiega l’importanza della presenza nel lago di un’altra pianta: della cannuccia di palude, che forma, a seconda delle condizioni del lago, distese più o meno vaste dove gli uccelli trovano rifugio, nido e cibo lungo le rotte di migrazione tra Nord Europa ed Africa.

Armati di cannocchiale riusciamo ad ammirare la Garzetta (uno degli aironi presenti prevalentemente d’inverno anche se alcuni esemplari restano tutto l’anno) siamo fortunatissimi, ci dice, era una delle specie meno probabili da intercettare!

Dalla passerella si scopre un mondo da una nuova prospettiva: ecco lo Svasso con un pulcino sul dorso! Si vede la testolina zebrata, propria della livrea dei piccoli, che spunta fra le ali della mamma, mentre altri Svassi genitori hanno lasciato i pulcini in acqua per far si che imparino ad essere indipendenti, nonostante i piccoli cerchino, senza troppa fortuna, di risalire “a bordo” della mamma, dove si sentono più comodi e sicuri.

La passerella è lunga ben 500 metri, offre quindi la possibilità di una vera e propria passeggiata sull’acqua; riusciamo ad ammirare Svassi, Folaghe, il Tarabusino, l’Airone Cinerino, e perfino l’Airone Rosso, è un’emozione continua.

Sospesi fra acqua e terra Maddalena ci esorta a vivere il lago non solo con la vista: veniamo invitati a stare a bocca ed occhi chiusi… la vista ci impedisce di ascoltare, di vedere la vita oltre il nostro orizzonte, ad occhi chiusi possiamo cogliere i versi di uccelli lontani mentre la brezza del lago ci accarezza le guance.

Lunghe teorie di gabbiani prediligono la passerella per riposare e… digerire! Boli di piume e lische (gli scarti del pasto) o guano a seconda di come piace loro appollaiarsi (verso l’interno o l’esterno) costellano il pontile (in effetti siamo noi gli intrusi!).

Torniamo infine sui nostri passi, ognuno con il proprio bagaglio di conoscenze e sensazioni nuove, la coscienza dell’importanza del lago ed il senso di gratitudine per il lavoro che i ragazzi dell’Oasi continuano silentemente a fare.

Il bello è che ogni giorno è sempre nuovo, gli incontri sempre diversi, le emozioni mai uguali a se stesse, ed ogni giorno è un bel giorno per tuffarsi nel verde ed immergersi nel blu.

In collaborazione con www.umbriaecultura.it

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