Mafia in Umbria: ROSY BINDI A PERUGIA: “TENERE ALTA LA GUARDIA”.

Rosi Bindi

Rosi Bindi

La presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi è giunta ieri a Perugia nell’ambito della ricognizione presso tutte le Dda e per approfondire la situazione della criminalità organizzata nella regione, anche a seguito di vicende che hanno segnalano il rischio di infiltrazioni mafiose in appalti pubblici. I lavori della Commissione sono cominciati in mattinata, presso la Prefettura di Perugia, per concludersi nel pomeriggio con la conferenza stampa tenuta dalla presidente Bindi che ha ribadito che “a convincere la Commissione a venire nel capoluogo umbro è stata la vicenda Gesenu, con i provvedimenti presi dall’allora prefetto di Perugia, Antonella De Miro. Quelle interdittive hanno alzato il campanello d’allarme, non solo in Umbria, ma anche a livello nazionale”. Da subito l’on. Bindi si è informata dei fatti perugini, mostrando una certa preoccupazione su quanto stava venendo alla luce. “La nostra presenza – ha affermato – si è resa più urgente dopo i fatti recenti con le interdittive antimafia e i commissariamenti negli appalti dello smaltimento rifiuti. E’ positivo aver trovato un clima di grande consapevolezza e attenzione nelle forze dell’ordine e nella procura. Un altro problema, riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti e, purtroppo, Perugia si conferma un importante fulcro per lo smistamento e la distribuzione della droga”. A prendere la parola anche Francesco D’Uva, capogruppo pentastellato in Commissione Antimafia che ha elogiato gli umbri sostenendo che “rappresentano una popolazione che non vuole convivere con la mafia” e il vicepresidente della Commissione Antimafia, Luigi Gaetti, che ha evidenziato “l’importanza dell’opinione pubblica, che deve capire fino in fondo quello che è successo e prendere coscienza della condizione d’emergenza”.

CIPRINI (M5S): “INFILTRAZIONI MAFIOSE. GLI AMMINISTRATORI LOCALI FACCIANO UN PASSO INDIETRO”

Tiziana Ciprini

Tiziana Ciprini

Parole, queste ultime, che hanno trovato riscontro con il pensiero della parlamentare M5S Tiziana Ciprini, impegnata da molto tempo nella denuncia della situazione in cui versa l’Umbria : “Il primo errore sarebbe quello di sottovalutare il contesto e i responsabili del disfacimento. Le ripercussioni riguardano tutti e chiediamo, anche a chi non ha commesso reati e non si è accorto di quanto avveniva, di fare un passo indietro. Per troppi anni gli amministratori locali hanno ignorato i segnali di sfaldamento del tessuto economico e sociale, dimostrando superficialità e inadeguatezza, permettendo così alle mafie e ai comitati d’affari sporchi di ‘cannibalizzare’ l’Umbria. Le nostre denunce di infiltrazioni malavitose erano più che fondate – conclude Ciprini –. Occorre mantenere alta la vigilanza perché anche qui sono radicate organizzazioni criminali italiane e internazionali”.

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