Perugina, Leonelli: “Carla Spagnoli dice cose non vere e strumentalizza politicamente il proprio cognome”

Riceviamo e pubblichiamo

“Sulla Perugina Carla Spagnoli dice cose non vere e usa il suo cognome per una strumentale polemica politica”. Così, in una nota, il segretario del Pd Umbria e consigliere regionale Giacomo Leonelli, che spiega: “Non rispondenti al vero perché è proprio grazie all’intervento della Regione Umbria che il Ministero dello Sviluppo economico, nell’agosto scorso, ha aperto sul piano industriale dell’azienda un tavolo con la Perugina Nestlè (la cui dirigenza, invece, certificava in una nota ufficiale, nel febbraio scorso,  l’assenza del confronto con il comune di Perugia smentendo platealmente un assessore dell’attuale giunta). 

L’intervento, infine, appare strumentale perché, come i perugini sanno bene, la signora Carla Spagnoli non è semplicemente una discendente di Luisa Spagnoli, ma una militante storica della destra locale, candidata alle europee e alle politiche prima con Alleanza Nazionale poi ne “La Destra” di Storace “. “Leggere – conclude Leonelli – una tale speculazione politica, lanciata dal piedistallo della discendenza di sangue con una figura di cui la città di Perugia è orgogliosa al di là di ogni  colore politico, non può che lasciare molto perplessi”.
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Una Risposta to “Perugina, Leonelli: “Carla Spagnoli dice cose non vere e strumentalizza politicamente il proprio cognome””

  1. Alunni Angelo Says:

    L’articolo di Leonelli , per le resposabilita’ che Lui oggi porta, mi appare inadeguato in quanto accentua una contrapposizione ,annche di carattere personale, che non giova ormai piu’ a nessuno
    Premetto che sono stato e sono schierato a sinistra e non mi sento di poter essere indulgente con con la parte piu’ retrograda della Destra locale che ,però, nella vicenda triste della vendita alla Nestle’non mi sembra possa portare responsabilita’politicamente precise …
    Allora ritengo che sia opportuno rivalutare quella onesta’ e quella umilta’ che deriva dallo spirito autocritico che trovavo presente negli Uomini della sinistra con i quali condividevo speranze e propositi .
    La carenza padronale e menageriale nella fase che precedette la fine della Buitoni-Perugina e’ indubbia , ma altrettanto indubbia e’ stata la compiacenza del governo Regionale dell’epoca , dei sindacati , delle Banche , di spalancare le porte al finanziere svizzero De Benedetti … che , solo a pochi anni di sistanza dall’acquisto, rivendette tutto a prezzo decuplicato alla sua connazionale Nestle’.
    Poco o nulla venne fatto dalla Sinistra per mobilitare la cittadianza della Regione verso la ricerca di soluzioni per un la sopravvivenza del Gruppo Buitoni — La perdita secca ,che Perugia ha subìto ,e’ che la fucina di manager che esisteva ella nostra citta’ si e’ trasferita a Milano e che le decisioni “padronali” e gli utili , si prendono a Zurigo….Ora si parla , ma non allora se ne parlo’, di “un piano industriale della Azienda” presso il Ministero dello Sviluppo…………….Tutto cio’ e’ molto triste specie se accompagnato sterili polemiche alla ricerche di fantomatiche responsabilita’ di destra o di sinistra quali che esse siano ..
    . Cordialmente Alunni Angelo

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