Società: A PROPOSITO DI GIOVENTU’ BRUCIATA

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Sara di Pierantonio

Orrore e sconcerto ha provocato la notizia dell’ennesimo efferato delitto passionale in cui una giovane donna è stata barbaramente uccisa dandole fuoco, come si dà ad un cumulo di immondizie, lungo una strada di periferia romana. La colpa? Aver interrotto un rapporto affettivo per l’esaurirsi del sentimento stesso. Le tenebre non sono semplicemente assenza di luce, ma sono una realtà solida, dura ed iniqua, una sorta di mondo perverso abitato da una popolazione famelica che pretende obbedienza e sottomissione. Come altro si può definire la personalità distorta di un giovane innamorato, che con spietata premeditazione, elimina con il fuoco la persona amata che non più corrisponde nel sentimento?

Il male così come il bene si dispone dovunque nel mondo e nessuna regione ne è totalmente priva. Solo un’ingenua e bonaria opinione può illudersi di separare le cose buone dalle cattive e forse il concetto antropologico di “maturità” passa attraverso la consapevolezza che in ognuno di noi, vi sia coesistenza diffusa e profonda dell’iniquità così come della bontà. La povera vittima (molto spesso donna, specie se il movente è passionale) reclamava la libertà di decidere il proprio destino, e si è illusa di coltivarne il desiderio in forza del suo essere giovane. Ahimè! la gioventù ammira tutto quanto il mondo vuol distruggere. Il potere di sopraffazione, il sentimento di appartenenza, il valore della donazione, il gusto del possesso, l’amore e la morte variamente intrecciati tra loro, forniscono una miscela esplosiva che può deflagrare nella frantumazione crudele e distruttiva di un tenero sentimento d’amore. Ma i ragazzi sono troppo fragili per comprendere che non tutto controllano, non sempre comandano, non  si vive solo di sentimento…la vita di relazione sottintende la paura e la fiducia, l’ansia e la calma, il sospetto e l’abbandono: la verità non è mai una cima luminosa che sfolgora a mezzogiorno. La cifra della nostra fragilità umana è piuttosto un chiarore sfumato, una nebbia evanescente, una smorzata felicità, un senso dorato di fastidio ed anche in amore dovremmo comprendere che un bene dimostrato e sempre un bene a metà.

MASSIMO CAPACCIOLA

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