Da Terni un appello alle riforme, Trappolino: “Decisiva per la nostra regione una nuova pubblica amministrazione e un’offerta rinnovata di beni pubblici”

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Carlo Emanuele Trappolino

“L’Umbria è tra le regioni dove la crisi ha colpito più forte e gli indicatori, pur positivi, continuano a testimoniare una ripresa faticosa; molte aree interne stentano a ripartire, schiacciate tra crisi industriali importanti, piccola impresa in difficoltà e disoccupazione, soffrono le zone colpite dal sisma. Diventa fondamentale, dunque, rilanciare il tema dello sviluppo e dell’occupazione, passando attraverso l’attuazione delle riforme più urgenti, a partire dalla riforma costituzionale e da quella della pubblica amministrazione, e la realizzazione di un piano straordinario per il lavoro, che guardi anche alla complicata realtà del pubblico impiego”. Ne è convinto Carlo Emanuele Trappolino, segretario provinciale del Pd di Terni, intervenuto, ieri, in veste di moderatore all’iniziativa sul referendum costituzionale organizzata dal Pd di Ficulle, ospiti l’assessore regionale Antonio Bartolini e il sottosegretario Luciano Pizzetti. “Il grande tema della riforma della pubblica amministrazione – in cui rientra a pieno titolo la questione delle ex Province come prevede la legge Delrio – è sicuramente parte decisiva per la nostra regione – secondo Trappolino – e deve trovare nell’emergenza una straordinaria occasione di attuazione, rovesciando senza timidezze la retorica corriva secondo la quale i soldi pubblici sono per forza soldi sprecati, che finiscono in clientele, assistenzialismo, ruberie e chiudendo una volta per tutte la stagione in cui la priorità assoluta era la riduzione del perimetro dell’azione pubblica. Con l’attenzione dovuta alla qualità della spesa, occorre ragionare su dove e come impiegare nuove risorse: l’amministrazione pubblica è anagraficamente vecchia, si è progressivamente dequalificata e lo Stato non può lasciare alla porta un’intera generazione. Occorre, allora, prendere sul serio la necessità di aprire una nuova fase in cui, accanto all’ammodernamento dei sistemi di produzione dell’apparato pubblico con l’introduzione di tutte le innovazioni tecnologiche e le migliori competenze, ci si preoccupi di costruire un adeguato capitale umano da mettere all’opera. Si tratta di dare vita a un progetto di largo respiro che non ha nulla a che vedere con la propaganda, ma piuttosto assuma l’ambizione di chi vuole costruire una prospettiva reale per lo sviluppo del nostro territorio regionale. Tanto più, in un momento così decisivo anche per le riforme messe in campo dal Governo e divenute ormai il viatico della nuova Italia: hic Rhodus, hic salta”. Ovvio che “se il riformismo equivalesse ad un cambiamento pur che sia – ha sottolineato il sottosegretario Pizzetti – di certo renderebbe un pessimo servizio all’Italia e agli italiani. La riforma costituzionale, approvata dopo una discussione durata due anni e ben sei passaggi parlamentari, costituisce invece una risposta democraticamente utile a problemi che già interessarono i Costituenti”.

“Ecco – ancora Trappolino – insieme agli impegni già assunti dal Governo in questa direzione, poniamo l’esigenza di riempire il disegno riformatore con un piano altrettanto ambizioso, che parli da molto vicino alle persone, soprattutto nella nostra regione. Vanno in questa direzione molte delle iniziative intraprese dal governo regionale e in particolare dall’assessorato guidato da Antonio Bartolini in tema di riforme, tra cui la revisione delle agenzie regionali e, soprattutto, il piano triennale per la semplificazione ‘per una pubblica amministrazione più efficiente e meno burocratica, per aumentare la competitività del territorio, migliorare la qualità della vita dei cittadini, rafforzare il rapporto tra pa e mondo delle imprese facendo in modo che i cittadini acquisiscano fiducia nelle istituzioni’. Anche su questi temi dovrebbe giocarsi la partita referendaria, non solo perché la maggioranza che chiama al voto il 4 dicembre sulle riforme è la stessa che vuole offrire una prospettiva di futuro ai giovani, ma anche perché è intorno alla capacità di riformare il Paese che si costruisce l’opportunità di garantire una nuova prospettiva. Nel ternano molte delle iniziative messe in piedi dal Pd hanno l’obiettivo di sollecitare un dibattito in questo senso, con l’ambizione di lanciare una grande controffensiva politica e culturale anche su questi temi, su un’offerta rinnovata di beni pubblici in tema di sicurezza, di sanità, d’istruzione, di ambiente su cui l’Umbria, le zone colpite dal terremoto e la nostra provincia hanno pagato sinora un prezzo altissimo”. Soprattutto alla luce di una riforma costituzionale che porterà, come ha ricordato Pizzetti, “Regioni e Comuni nel cuore dello Stato”.

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