CERTI SOGNI NON MUOIONO ALL’ALBA.

uomo-neroCari amici, credete ai sogni? Io certo che no, o per meglio dire, credo ai sogni neri, incubi perversi disavventure notturne che mettono in guardia e in genere non mentono mai. Non credo invece ai  sogni rosa o bianchi perchè non ce n’è bisogno: se si vive una vita normale, fatta di sforzi e ricompense, amore e sacrifici, gioie e delusioni, il sogno rosa è illusorio ed ingannevole ed invita a non accontentarsi. Faccio spesso un sogno nero in cui sbircio attraverso i vetri di una casa, in un paese tanto lontano, lontano, la vita di un gruppo di persone che condividono lo stesso spazio. Una famiglia? Forse; però non vedo mai l’uomo essere presente (il padre?, il marito? Non saprei)

Intravedo dai vetri di questa casa una vita scorrere con una naturalezza tranquilla: forse non serena ma di certo accogliente…finchè non arriva l’orco, l’uomo nero, il despota, l’uomo delle urla, dei  calci alle porte, delle ingiurie e bestemmie, dell’ira che sembra lanciafiamme. Quando lui torna a casa, tutto s’incendia: mobili, soprammobili, aria, figli, moglie, le urla escono dalle finestre senza  più vetri. La presenza di questo uomo, forse meglio dire vizio, crea scompiglio e disordine più di  quanto ce ne sia in un luogo senza un padre o, per meglio dire, disordine morale perchè la sua presenza si accompagna a rimbrotti, derisioni, tecniche di scoraggiamento insistite, prepotenze. Per  fortuna rimane poco in quella casa, almeno così mi sembra di intravedere, perchè la sua meta preferita è lo stare sempre fuori casa. Al lavoro? Di certo, ma non solo: sparisce per intere giornate e torna la sera e non per creare, anche solo per un attimo, un quadro di ritrovata unità familiare.
No! Per disporre come sempre dei suoi comodi e per imporre il silenzio: c’è la TV! I figli che
chiedono consiglio al ritrovato padre vengono sistematicamente ridicolizzati, demoralizzati, frustrati dal disprezzo e dalla derisione. Si vede che il suo cuore (ma gli orchi hanno un cuore?) è lontano da quella casa e così, anno dopo anno, la festa si traforma in rabbia, sconforto e in rancore.
A questo punto mi risveglio e penso che sia stato un brutto sogno ma riposante… poi mi ricordo che sono dieci anni, dieci, che faccio lo stesso sogno nero. Io credo ai sogni neri, solo a quelli, perché li viviamo davvero ogni giorno, anzi li abbiamo vissuti davvero fin da ragazzi: Natale compreso!
MASSIMO CAPACCIOLA

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