ASSISI, LA BEFANA PORTA L’11° CORSO DI RICAMO

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Lucia Smurra

di Gilberto Scalabrini

Anche quest’anno, nel sacco della Befana, c’è il prestigioso corso di ricamo della maestra Lucia Smurra. Giunge alla sua XI^ edizione e saranno più di venti le mani di donna che, su ordite trame di tele di lino, disegneranno con l’ago e fili colorati la raffinata eleganza della tecnica del punto pittura. A differenza degli altri anni, il corso si terrà presso la Parrocchia di santa Maria degli Angeli, dove l’ospitalità del parroco, padre Marco Vianelli, è stata squisita. Peccato che il Comune di Assisi, anzi la nuova Amministrazione guidata dal sindaco Stefania Proietti, se lo sia fatto sfuggire dopo due grandi lustri, perché nell’ambito del volontariato è un vero fiore all’occhiello.

2Il corso, infatti, è gratuito e le donne che lo frequentano socializzano, entrare in contatto con realtà nuove. Pare che a far staccare il cordone ombelicale che teneva unito il corso di ricamo al Comune, siano state le troppe pastoie burocratiche, segno evidente di come il volontariato sia spesso messo alle corde, nonostante –come in questo caso- sia svolto all’insegna della gratuità e di uno stile di vita solidale.

3Così, ogni martedì, dal 10 gennaio, per dieci settimane, dalle ore 15 alle ore 18, prenderanno vita le lezioni sul “Punto pittura. «Il ricamo è la mia passione – racconta Lucia Smurra – sì, una grande passione, perché definirla solo un hobby sarebbe riduttivo. Quando prendo ago, filo e telaio mi libero di tutto quello che c’è dentro di me e mi sento libera. Coltivo questa passione dall’infanzia, avendo appreso i primi rudimenti all’età di 10 anni, frequentando, nella mia terra natia, la Calabria, un laboratorio di ricamo tenuto dalle suore. In quel periodo, per le bambine questi corsi erano quasi obbligatori, soprattutto per le ragazze di buona famiglia.

Servivano anche a prepararsi il corredo e spianare la strada verso un buon matrimonio. Questa tradizione antica, la trasmetto da molti anni anche alle mie allieve, attraverso corsi gratuiti che organizzo in Assisi, dove vivo da moltissimi anni. Servono a valorizzare la più alta espressione di quest’arte, in un connubio ricco di tanti significati. Mi riferisco anche alla socializzazione che riesce spesso ad agire meglio di un farmaco contro la depressione e la solitudine. Diventa uno stile di vita, legato allo stare insieme, alla mente che ds allarga verso l’infinito durante il paziente lavoro fatto dal “particolare”».

È vero, verissimo! E’ un modo di capire la vita. È come tuffarsi all’improvviso nel cuore di quell’Italia che ha perso pagine di storie, che oggi andiamo a cercare con passione. Per chi impara, il ricamo è come una folgorazione, perché il desiderio di imparare, di apprendere le tecniche, di scambiarsi idee e di andare al confronto verso lo stesso esito finale è l’obiettivo di chi ama il bello. Un crogiuolo nel quale tutti gli ingredienti disparati, nel loro rimescolarsi, danno vita alla magia di un manufatto d’arte.

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