…E SE ARRIVASSERO DAVVERO?

arrival-poster-lgInutile girarci attorno: la domanda che, soprattutto,  avvince e perseguita la mente della grande maggioranza dell’umanità da quando ha iniziato a filosofare, sembra essere: siamo soli nell’universo? Non ci sono quesiti esistenziali, religiosi, sociali, economici più pressanti di questa. Le incertezze, i dubbi, le disillusioni di un’esistenza sempre più in balia di personaggi, situazioni od eventi planetari ormai incontrollabili, rendono gli uomini sempre più consapevoli della intrinseca precarietà della vita in comunità, delle difficoltà nelle relazioni umane; pertanto la speranza o, forse, la disperazione invoca la domanda principe del grande mistero della vita. L’uomo sa di essere un evento unico nella storia, tuttavia la certezza di una verifica “sperimentale” lo attrae e lo turba al contempo: si vorrebbe conoscere, ma senza che ciò rechi conseguenze dannose. Questo non si può, ovviamente. Ogni conquista della conoscenza presenta un lato distruttivo, uno squilibrio cognitivo che altera per sempre la condizione precedente di qualsiasi sistema culturale.

Anche Hollywood, vero mainstream etico-filosofico degli anni Duemila, insiste col proporre produzioni kolossal che, trattando dei misteri dell’universo, pescano nel profondo emozionale degli spettatori, titillandone la propensione alla fuga nell’immaginario (ne fa fede l’ultimo blockbuster  “Arrival” inquietante ed insondabile al tempo stesso). Molti centri di ricerca sparsi nel mondo, comunque, si affannano da tempo, a cogliere segni di presenza di vita intelligente nell’Universo e molti illustri scienziati, anche coloro che si professano atei o laici, sono pronti a credere nell’esistenza di vita aliena. Mi domando, se così fosse , se non sia più prudente non eccedere in ottimismo e verificare tutte le opzioni pro e contro un tentativo di comunicare con questo ipotetico… Altro. La storia umana insegna che, ove una civiltà progredita si accosta ad uno meno evoluta, questa soccombe, sottomessa o annientata che sia. Rifuggirei da un ottimistica visione irenica dell’Universo: l’astrofisica insegna che l’evoluzione del cosmo, ancorché misteriosa e per molti tratti…disumana, procede con assoluta intransigenza e matematica inesorabilità, rispettando le leggi naturali e che, per le forze in gioco, sono infinitamente superiori alla fragile condizione umana. Pertanto, così come è difficilissimo vivere e sopravvivere nello spazio per la propria assoluta incompatibilità con la vita umana, è altrettanto utile e salutare non insistere nella ricerca di vita aliena perché se, dovessimo ricevere segni inequivocabili di una civiltà extraterrestre, questa non potrebbe che essere molto più evoluta della nostra, con i noti effetti anzidetti in caso di un eventuale incontro ravvicinato. Comunicare con l’altro è un’esigenza ineliminabile della ragione umana, ma occorre anche saper tacere per evitare l’estinzione in massa o peggio la sottomissione.

MASSIMO CAPACCIOLA

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