ME LO COMPRI, PAPÁ?

IL DIGITALE PER I BAMBINI, SIAMO SICURI CHE VA TUTTO BENE?
bambini-380x280Niente è più stupido che disprezzare la stupidità umana e farne ampio uso allo stesso tempo; le nostre abitudini sciocche ci condizionano l’esistenza e proprio per questo continuiamo a farne uso anche se avvertiamo la pericolosa tendenza a rincitrullirci. La più perfida delle invenzioni, peraltro utilissima (!) indispensabile (!), insostituibile(!), è lo smartphone (lett: telefono intelligente), impropriamente chiamato telefonino, tanto per definirne la assoluta utilità e alleggerire la coscienza per il diverso uso che se ne fa.

Sì, perché ormai la quasi totalità degli utenti lo impiega per altri scopi, che non sia quello della semplice chiamata telefonica. SMS, MMS, E-MAIL, TWITTER, FACEBOOK, BLOG,CHAT, WHATSAPP, SKYPE, YOUTUBE, GPS, ISTAGRAM, etc, sono ormai termini consueti che indicano le speciali funzioni che la tecnologia digitale offre al pubblico consumo e di cui la gioventù è la prima e più diligente categoria a servirsene, per molti motivi che è facile intuire. Il punto è che, a parole, ognuno intuisce la tendenziale pericolosità di uno strumento che consente, da una parte, di avere letteralmente il mondo intero dentro la tasca ed ottenere senza alcuno sforzo qualunque tipo di informazione, qualunque ed immediatamente; ma dall’altra la assoluta incapacità
di poter dominare con la nostra volontà questa tecnologia corrosiva che ci trasforma in fruitori sempre più compulsivi e alla fine succubi, dipendenti senza scampo. I giovani e giovanissimi appaiono i più solleciti ad impadronirsi del mezzo ma anche i più sensibili ad esserne soggiogati eppure continuamente associazioni di pediatri e psicologi del nord America (*) affermano di non esporre alla tecnologia digitale bambini sotto i 3 anni, non più di 1 ora al giorno quelli da 3 a 5 anni e non più di 2 ore dai 6 ai 18 anni.
Le conseguenze in caso contrario?
1) Deficit delle funzioni esecutive e dell’attenzione, ritardi cognitivi, apprendimento
compromesso, aumento dell’impulsività, scarsa tendenza all’autoregolamentazione
comportamentale.
2) Aumento dell’obesità correlata a scarso interesse per l’attività fisica.
3) Privazione del sonno
4) Aumento della depressione infantile, ansia, disturbo bipolare, psicosi
5) Aumento dell’aggressività
6) Vera e propria dipendenza
7) Esposizione incontrollata di radiazioni
Facile a questo punto dividersi in “contraristi” e “daccordisti” ma quello che più conta è che non è possibile elaborare strategie d’uscita da questa situazione rischiosa finché noi adulti non riusciremo a motivare serie considerazioni per diminuire il carico di dipendenza da questi strumenti… indispensabili. È così vero che nulla di eccellente dipende da noi e che solo “la mediocrità” ci sembra ragionevole. Forse solo le virtù alla nostra portata, quelle più facili da conseguire, mancano di attrattiva: così ci lasciamo andare ad un’ ineluttabile pigrizia sperando nell’aiuto del… futuro, ben sapendo che nessun futuro esisterà se non lo decidiamo adesso.
MASSIMO CAPACCIOLA
(*) (American Academy of Pediatrics, Canadian Society of Pediatrics, Kaisee Foundation 2010, Active Healty Kids Canada 2012, Common Sense media 2013, Christakis 2011, help Edi Maps 2013, feng 2011, Boston College 2012, Bristol University 2010, etc)
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