IL VOLUME “SACRO FEMMINILE IN UMBRIA” FA TAPPA A GUBBIO

copertina sacroDopo la presentazione  a Perugia il 20 aprile 2017 nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni della Regione, alla presenza del presidente dell’Assemblea Legislativa Umbra Donatella Porzi e di Teresa Severini assessore alla cultura del comune di Perugia e successivamente, a Città di Castello presso l’Istituto Alberghiero con la collaborazione della coordinatrice scolastica Anna Rita Benedetti, proseguirà il suo itinerario con un l’incontro con gli amici  il 9 giugno ore 17,30 a Gubbio presso la Chiesa di Santa Maria dei Laici p. 40 Martiri. 
Il Sacro Femminile in Umbria curato nella parte editoriale da Francesco La Rosa intende rendere omaggio all’universo femminile,  al suo forte legame con il territorio umbro e dal suo amore per la Valnerina considerata dall’autore autentica culla del mondo occidentale.
Il volume si divide in tre sezioni: la prima  è una raccolta che prende in esame la storia delle sante e delle mistiche umbre sotto vari aspetti, con grande versatilità nella narrazione.
La seconda sezione è dedicata alla sacralità della donna laica con l’obiettivo di riconoscerle tra il mistico e il profano una sacralità che le appartiene. L’autore con la  collaborazione di amici, ha voluto indicare una strada,  attenta alla difesa dei valori ed ideali intramontabili legati anche all’universo femminile di oggi, in particolare l’impegno sociale, familiare e del suo essere madre (a questo proposito non è casuale l’immagine in copertina che rappresenta la maternità in un dipinto su vetro di Mariella Cutrona), diventando essa stessa protagonista della vita moderna.
La terza sezione infine è dedicata alla Valnerina, ai suoi comuni, alla sofferenza delle sue donne in un momento storico e sociale tanto complicato, al valore umano e  delle sue tradizioni secolari.
La Valnerina rappresenta,  per il curatore del volume,  una terra mistica, forte, schietta, ruvida e raffinata nello stesso tempo, capace,  spesso in maniera silente, di esprimere profonda umanità e cultura.
Un omaggio il suo con l’augurio che questo territorio possa rivestirsi presto di festa e ritornare allo splendore di un tempo.
Non mancheranno accenni fantastici come quelli ispirati  da un racconto di Francesco La Rosa,   una fiaba, la fiaba della Fata Burlona, un omaggio a Castelluccio di Norcia affinché la città e i suoi abitanti possano presto ritrovare la perduta gioia e serenità.

 

 

 

 
 
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