Gubbio: IL sindaco Stirati guarda avanti, “Liberiamo le energie”

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Filippo Maria Stirati

IL SINDACO VEDE UNA CITTÀ IN RIPRESA E PUNTA A INCREMENTARE “LA SPINTA INNOVATIVA SENZA ECCESSIVE PAURE, SOPRATTUTTO PER DARE AI GIOVANI UNA PROSPETTIVA DI VITA E DI RUOLO”. UNA SFIDA LA RICONVERSIONE DELL’EX OSPEDALE

Sindaco Stirati, quale percezione ha della città in questo momento storico?

“Una città che vive nel contesto generale di crisi economica e di inquietudine rispetto alle incertezze del futuro. Bisogna aiutarla a liberare le tante energie operose che possiede, soprattutto occorre fornire alle giovani generazioni una prospettiva di vita e di ruolo. Va incrementata la spinta innovativa senza eccessive paure”.

C’è qualcosa che avrebbe già voluto fare e si propone di concretizzare quanto prima?

“Gli obiettivi programmatici sono tutti incardinati, anche se con tempi diversi e spesso non dipendenti dalla nostra volontà. La riconversione dell’ex ospedale rimane una delle maggiori sfide. Nell’immediato voglio intensificare i rapporti con i cittadini dell’intero Comune e informarli meglio su quanto realizzato e da realizzare”.

L’elemento fin qui più fortemente caratterizzante del suo mandato?

“La grande apertura democratica e culturale, fuori da ogni logica amico-nemico. In concreto, il Festival del Medioevo, l’università a Gubbio, ‘L’oro di Gubbio’ e tanto altro”.

Ci sono risposte concrete che il Comune può dare e sta dando alla sempre più devastante crisi economica locale e alle prospettive occupazionali per i giovani?

“Siamo stati determinanti nel far ripartire un’azienda al femminile nel settore dell’abbigliamento. L’azione dell’acceleratore d’impresa e il sostegno tecnico a nuove idee imprenditoriali, unitamente a una costante iniziativa sul versante dei bandi europei, sono una strategia del nostro settore economico. Non basta, non dipende tutto da noi, ma la valorizzazione del territorio in termini turistici e non solo può essere spinta in avanti anche dalla nostra scelta per l’area Interna”.

Lei ha definito delle ‘zavorre’ i debiti della Gubbio Cultura, Puc di San Pietro e della discarica di Colognola: non ha mai pensato di troncare con il passato azzerando tutto?

“Eredità pesantissime che non si possono cancellare, ma che vanno governate con responsabilità e competenza. È quello che stiamo facendo avendo comunque operato una netta discontinuità rispetto al passato. Il parcheggio di San Pietro è aperto”.

Cosa risponde a chi le riconosce un ottimo livello culturale e d’immagine ma l’accusa al contempo di essere circondato da volponi che mantengono vecchi sistemi per trarre benefici personali, politici ed elettorali?

“Mi fa piacere che mi venga riconosciuta cultura, anche se a volte ho la sensazione che lo si faccia volendo metterla in contrasto coi risultati concreti che la politica deve perseguire. Ma la politica ha bisogno di cultura, e il governo di una città come la nostra ancora di più. Quanto a ‘volponi’, vecchi sistemi e interessi particolari, sinceramente mi sento di escluderli perché legalità e trasparenza sono per me valori non negoziabili. Anche da questo punto di vista la musica è del tutto cambiata”.

Si prospetta un triennio di appuntamenti elettorali, nel 2018 le Politiche, nel 2019 le Europee e le Comunali, nel 2020 le Regionali: lei potrebbe prendere in considerazione scenari diversi che ricandidarsi a sindaco?

“Il mio fine è quello di rinnovare il patto con la città per dare seguito a una visione e strategia che mirino al suo rilancio socio-economico, infrastrutturale e territoriale. Due mandati sono un orizzonte necessario e realistico, in considerazione dei tempi burocratico-amministrativi del sistema-Italia. Vorrei vedere compiute tante intuizioni e scelte cruciali. Altro non mi interessa”.

Quante possibilità ci sono che Stirati torni nel Pd o alleato del Pd?

“Sono un uomo di sinistra e il mio campo di appartenenza è il centro-sinistra. Ciò rende necessario e inevitabile rivolgersi innanzitutto a questo mondo politico e ai cittadini, militanti ed elettori, che vi si riconoscono. I rapporti politici e le alleanze si costruiscono su valori comuni e programmi condivisi. Se c’è questo e si va oltre personalismi, mediocri ambizioni e logiche tribali fatte di ‘conte’, spesso artificiali, di tessere e di iscritti, allora tutto diventa possibile.  Se al contrario prevalgono gli atteggiamenti di alcuni consiglieri del Pd di Gubbio tesi a demolire a priori quanto facciamo io e la mia amministrazione, allora tutto diventa maledettamente complicato.

Massimo Boccucci

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