NUOVA SOCIETA’ : LO STRANO FASCINO DELL’INUTILE

Lo spirito non è una fortuna che si compra, ma una miracolosa eredità di famiglia, di cui si deve poi dimostrare di esserne degni. Come ad ogni morte, il capezzale vede un campionario di sentimenti, più o meno dissimulati, in attesa di aprire il testamento del defunto, così il defunto regala a chi l’utile, a chi l’inutile per continuare a vivere. E’ in queste circostanze che la riflessione sulla qualità  dell’eredità, sconfina con un esame di coscienza personale, segreto e silenzioso.

Denari o cultura? Avidità o curiosità? Cose o idee?

E’ innegabile che il fascino dell’utile, del solido, del possesso attragga e sostanzi le aspirazioni più profonde di chi viva con ansia e superficialità questo mondo consumista, tuttavia l’erede di beni immateriali scoprirà il valore silenzioso ma persistente di un lascito di sostanza, che parla al cuore, che rinnova l’idea mai sopita dell’ essere prima che dell’ avere. L’utile e l’inutile sono ombre danzanti al centro del cuore, sono il maggiore ed il minore di pesi e misure che intralciano il sentiero di ogni decisione, fili intrecciati che tramano per carpire pregi e difetti delle nostre idee nascoste.

L’inutile non serve, non vende né compra, non fruttifica o ingombra, non cresce né calcola, conta solo l’infinito, non parla ma intuisce, l’inutile insegna ma non impara, l’inutile fluisce come una corrente ma non corrode né trascina. L’inutile, musica o poesia, tela, pietra, carta o inchiostro che sia, rende però la vita diversa dalla morte, arricchisce e sostiene quel che non pesa, ripulisce ciò che è sporco e risana ciò che s’è lacerato. Le cose inutili sono così inutili che non hanno prezzo, sono disprezzate solo da chi è abituato a pagare.

A cosa servono i fiori?

Il mondo vivrebbe lo stesso, con meno profumi forse, o meno insetti. Invece i fiori servono ad essere belli e a far bello quello che si dispone intorno ad essi. Senza i fiori tutto sarebbe brutto; non più brutto. Brutto e basta! L’inutile infatti è bello, perché fa apparire l’utile brutto. Cosa c’è più inutile dell’amore? Uno spreco di energie, di tempo, sonno, di denaro…Ma l’amore è bello, non costringe, non premedita e non offre garanzie, tuttavia è l’unica arma che difende la mia libertà: e a che serve la libertà se non a riconoscere la mia dignità? Ecco! “L’inutilità” dell’amore serve a non smarrire la via che porta al bene, perché io sono il mio bene. Immagina un mondo senza l’inutile, un mondo tutto popolato da cose utili, dove nulla di ciò che esiste diventa inutile, dove tutto viene utilizzato per controllare, dirigere, reprimere e facilitare, dove anche la trivialità, la avarizia, la impazienza, la violenza siano utili e praticate: un mondo proprio come questo che stiamo vivendo…  © Massimo Capacciola

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