PESARESI: Sui dati economici l’Umbria al baratro

Lorena Pesaresi

Lorena Pesaresi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Io non voglio dare lezioni a nessuno e sicuramente ci sarà sempre quello o quella che non mi ritiene all’altezza e che dirà che invece si sta facendo tanto… ma dire che forse è ora anche di cambiare la cultura della politica economica e trasportistica di questa regione non mi sembra una bestemmia perché di fatto non lo stiamo facendo da sempre e in particolare oggi. Mi permetto sommessamente di fare  solo un esempio forse ancora non semplice da comprendere ma che piaccia o no è il nostro futuro – come ho sostenuto e sostengo da anni da ecologista e da amministratrice delle istituzioni: l’assenza   totale di infrastrutture e servizi ferroviari, alternativi alla gomma, adeguati, innovativi, competitivi nel trasporto delle merci  e  quindi rispondenti al bisogno estremo di trasportare merci e persone su ferro piuttosto che su gomma con modalità e sistemi veloci, efficienti, continui…fa purtroppo la differenza nello sviluppo e nella gestione delle attività produttive di questa regione, rispetto a quasi tutte le altre regioni italiane.

Non è forse questo uno dei motivi centrali per cui le nuove strategie imprenditoriali italiane ed estere non sono attratte dalla nostra regione, salvo qualche grande catena commerciale,  pur essendo noi in una posizione  geografica strategica?

E quindi si tende a trasferire mercati e servizi fuori regione o ad investire più altrove vicino alle grandi direttrici ferroviarie e trasportistiche?

Trasportare merci e persone  su ferro costa la metà  che farlo su strada.. Che qualcuno ci rifletta !

Lorena Pesaresi 
LABURISTI Sinistra PD

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2 Risposte to “PESARESI: Sui dati economici l’Umbria al baratro”

  1. sere Says:

    mi sfugge una cosa..chi amministra questa regione da tantissimi anni?

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  2. Francesco ippolito Says:

    Lorena, concordo in pieno con la tua analisi. Ma dico anche che con questo governo regionale non andremo mai da nessuna parte. La centrale umbra ne è in esempio lampante. Milioni buttati al vento “per salvaguardare i livelli occupazionali ” (vedi voti). Non un piano di sviluppo, non una strategia a medio termine, non un progetto concreto. In un paese civile normalmente chi sbaglia paga, da noi no. Come sai mi occupo di motori e di mobilità, e viaggiando molto osservo ciò che fanno gli altri, poi quando torno a casa mi cadono le braccia… E mi rendo conto delle enormi carenze di una politica locale che non è in grado di guardare al futuro. Un abbraccio

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