Libri, Protagonista di un sogno: tra virtualità e realtà

libro mio (1)

copertina del volume da un dipinto di Mariella Cutrona

“La mia libertà? Una libertà assoluta che non tollera lucchetti e non sopporta freni. Non mi è mai piaciuto, e non mi piace, vivere in libertà vigilata che non consente nemmeno di spaziare al di là dello stesso pensiero e di non godere di quegli stimoli vivi e vivaci per un viaggio oltre l’orizzonte e sempre più verso l’insondabile e insaziabile infinito, frutto di sensazioni ed emozioni che sfociano a volte nell’incredibile, che solo un animo libero e dotato di coraggio può raggiungere e abbracciare”.
E’ quanto dichiarato a Goodmorning Umbria da Vincenzo Fiore a sostegno delle ragioni che lo hanno spinto a scrivere “Inchiostro d’anima”, che ha voluto presentare ad Alcamo, il 25 novembre scorso, in omaggio a una terra, la Sicilia, che gli ha dato la spinta definitiva per la pubblicazione della sua prima fatica poetica.
La dimostrazione della sua ferma convinzione che “la libertà non vuole e non ama confini e condizionamenti, ma ha solo e soltanto bisogno di volare alta anche se lungo il viale del rispetto verso gli altri”.
Sentimenti infiniti, figure femminili, passione, amore si alternano nella narrazione poetica dell’autore, che non sa negare ai suoi lettori l’analisi del proprio vissuto e dei suoi ricordi più intimi in un contesto di dolori, gioie, lacrime, sorrisi, tenerezze e sensibilità meravigliose.
La lettura di “Inchiostro d’anima”, con le sue pagine ricche di una grafica nuova e coinvolgente, avvince e permette di fantasticare come in una favola, emanazione di un’anima attenta, sempre ricca di speranze nel percorso della vita disegnato e tratteggiato anche nella crudezza della drammaticità che segna l’esistenza umana.
“Del resto – sottolinea Cristina Adragna, autrice della prefazione, con negli occhi ancora tutta la meraviglia di quanto avvenuto quel 25 novembre, presso l’Hotel Centrale di Alcamo – non avemmo consapevolezza della reale entità di quello che sarebbe accaduto e si sarebbe riversato sulle nostre variegate presenze sino a quando non si spalancò sui nostri vulnerabili stati d’animo un sipario metaforico che ci prospettò l’immenso del sentimento “amore”.
Ci guardammo straniti, attoniti, inconsapevolmente felici e follemente coinvolti. Avvertimmo spasmodiche vibrazioni di anime in subbuglio, fortemente desiderose di comprendere il fine ultimo della volontà realizzativa di “Inchiostro d’anima”.
Fu come se l’intero universo avesse scelto di far esplodere tutta la potenza energetica che fosse umanamente percepibile, agendo con grande sapienza, all’interno di quell’hotel nel momento in cui cominciarono a susseguirsi le prime ed emotive argomentazioni dell’autore.

Nessuno dei partecipanti – incalza Adragna – avvertì di essere stato insignito di un ruolo marginale perché comprendemmo ben presto che ciascuno ed indistintamente avrebbe potuto raccontare all’indomani, come poi è successo, di essere stato protagonista indiscusso di un sogno senza fine. Così come mi fu fornita la risposta a una domanda che mi assillava. Cos’è che spinge un uomo ad “imbrattare” un pezzo di carta con l’inchiostro. Quella sera pervenni alla tanto agognata risposta, comprendendo che l’anima, misteriosa ed eterna entità, mal volentieri soccombe ai dettami imposti dai confini, ma si prostra solo e soltanto al contenuto dei dogmi stabiliti da sé stessa che sono i principi della libertà e della sua naturale esigenza di immortalità che, per essere tramandata, ha bisogno di una irriverente incisività per essere impressa a vita su una base bianca, la carta.
E così si scrive e ci si emoziona impetuosamente. Ed è quanto è successo a Vincenzo Fiore e ora a tutti noi!”
“Ed è ciò – aggiunge Mariella Cutrona, autrice della meravigliosa copertina di “Inchiostro
d’anima”- che ha consentito a Vincenzo Fiore di essere il protagonista virtuale e reale di un evento, il cui “Inchiostro”, impregnato di magici brividi, è esploso in sogni, pensieri, ricordi che, come un vascello veloce dell’anima, ha portato pure me in terre lontane, senza oppressione di confini di alcun genere ad incominciare da quelli geografici contribuendo a tessere e in Sicilia e in Puglia e nel Veneto e nel resto dell’Italia, e non solo, la ragnatela dell’amicizia attraverso l’esaltante percorso e cammino culturale che sta compiendo “Inchiostro d’anima”, che è il cammino lungo i sentieri che hanno un cuore e un’anima rosa”.

Francesco La Rosa

 

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