A Porto Sant’Elpidio perdura un’antica tradizione di San Valentino: il maritozzo degli innamorati come dolce promessa d'amore

Maritozzo di San Valentino

Maritozzo di San Valentino

Redazione di

Goodmorningumbria

Secondo una tradizione tramandata nei secoli il maritozzo è dono propiziatorio
se regalato dal fidanzato alla promessa sposa il giorno di San Valentino, anche
se nell’antichità l’usanza era spostata al primo venerdì di Marzo.
L’Albero dei Maritozzi, la “maritozzeria” di via Marina 56 a Porto Sant’Elpidio, ha mantenuto questa dolce consuetudine, sfornando il 14 Febbraio i maritozzi degli innamorati con cuori disegnati con la glassa e, su ordinazione, torte composte da maritozzi a forma dei numeri dei mesi o degli anni della storie d’amore.

Omaggiare il proprio amoroso o la propria amorosa con questo antico dolce è considerato molto beneagurante per la storia d’amore.  Il nome maritozzo nasce dalla tradizione contadina ed è molto probabilmente che sia un vezzeggiativo della parola “marito”;  il nome deriva dal fatto che le donne preparavano una pagnotta impastata con farina, uova, miele, burro e sale per gli uomini di casa (mariti) che andavano a lavorare nei campi. Con il trascorrere degli anni nacque l’usanza che  l’innamorato, nel primo venerdì di Marzo (l’odierno San Valentino), regalasse un maritozzo appunto alla promessa sposa come segno prosperità di coppia. In questo caso il dolce poteva avere in superficie delle decorazioni fatte con lo zucchero a forma di due cuori intrecciati, oppure di un cuore trafitto da una freccia, e nascondere all’interno un anello o un oggetto d’oro che andava in regalo alla promessa sposa. I cuori disegnati sul maritozzo avevano un inconfondibile significato anche per gli analfabeti, come era la stragrande maggioranza della popolazione nei secoli passati. La forma nei secoli  cambiò diventando allungata, vagamente fallica,  come sottolineata dal  poeta romano Gioacchino Belli in un sonetto “Er Padre de li Santi” del 1832.  L’odierna festa di San Valentino ebbe origine nel 496 d.C. quando Papa Gelasio la sostituì alle licenziose celebrazioni dei Lupercalia  che prevedevano riti pagani propiziatori e di buon auspicio alla fertilità e che si tenevano nel mese di  febbraio considerato periodo di  purificazione grazie ai forti acquazzoni che andavano a inondare la terra preparandola per le stagioni migliori e marzo che rappresentava la rinascita.

San Valentino  è considerato patrono degli innamorati perché, secondo la leggenda sull’origine della omonima festa, avrebbe unito in matrimonio un legionario ed una giovane pagana e sarebbe stato giustiziato proprio per questo motivo. L’usanza  del maritozzo degli innamorati per anni rimase immutata il 1° venerdì di Marzo e solo nell’ultimo secolo questa tradizione si è adattata ai festeggiamenti per San Valentino. Amare è l’unico verbo che rende significato alla vita e qualsiasi usanza, memoria o leggenda che si tramandi e che celebri questo fantastico sentimento  non può che essere considerata per la coppia, un’incantevole momento d’unione.

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Una Risposta to “A Porto Sant’Elpidio perdura un’antica tradizione di San Valentino: il maritozzo degli innamorati come dolce promessa d'amore”

  1. Angela Says:

    evviva l’amore … sempre e comunque !!!

    "Mi piace"

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