Elezioni regionali:Antonio Di Cintio per UMBRIA CIVICA TESEI PRESIDENTE

umbria civicaA partire dal 2001, con la riforma del Titolo V della Costituzione, la
sanità italiana è diventata di competenza regionale. Da questo momento in poi il bene più prezioso, la salute, è stato consegnato nelle mani delle Regioni.

Si comprende bene perciò, quanto la capacità di gestire la sanità rappresenti il biglietto da visita delle amministrazioni regionali. E’ un tema, quello della sanità e della tutela della salute dei cittadini che sento molto, anche per la professione che svolgo, medico, chirurgo presso l’Azienda Santa Maria di Terni.

di cintio

Antonio Di Cintio

La Regione Umbria anche quest’anno 2019 si è posizionata tra le 6 regioni benchmark per la sanità, insieme a quelle del nord Italia ed alle Marche,
secondo quanto stabilito dal Ministero per la Salute.

Ma per comprendere quanto questa medaglia, questo riconoscimento, sia frutto solo di valutazioni esclusivamente dettate dal risparmio a discapito
della qualità dell’assistenza, è sufficiente fare un giro, magari di notte in molti ospedali umbri. Si potrà osservare quanti malati sono degenti nei
corridoi, dislocati in altri reparti o in attesa per ore al pronto soccorso. Si potrà constatare come l’assistenza ai malati in reparti di 30 letti sia affidata a due infermieri,quando addirittura ad un solo infermiere e ad un OSS (operatore sanitario). Si vedrà come un solo medico a turno, debba effettuare numerosi ricoveri e farsi carico di più reparti o strutture contemporaneamente.

La dissennata politica dei tagli verticali ha infatti portato al
ridimensionamento dei posti letto e degli organici di tutto il personale
sanitario. Ormai in tutti gli ospedali dell’Umbria gli organici sono ridotti al
di sotto del minimo che possa garantire la necessaria sicurezza nelle cure ai
pazienti. I risultati sono evidenti e vanno dal drastico peggioramento della
qualità dell’assistenza (un infermiere da solo non può prendersi cura in modo
soddisfacente di decine di malati), all’allungamento delle liste di attesa
(responsabilità pretestuosamente attribuita ai pochi medici rimasti), fino ad arrivare
all’aumento esponenziale della insoddisfazione dei cittadini con parallelo
incremento dei contenziosi medico-legali.

A fronte di questo, si registra l’attribuzione di ricchi premi di risultato
ai dirigenti per aver ridotto la spesa sanitaria, ma con il sacrificio dei
malati, sempre meno e sempre peggio assistiti, e degli operatori sanitari, che
con passione e senso del dovere, hanno impedito al servizio sanitario regionale
di non collassare.

La sanità umbra per molti anni è stata il serbatoio di voti delle
precedenti amministrazioni, lo strumento per gratificare i compagni di fede
politica a scapito del merito e della qualità. Questo è ampiamente dimostrato
dal gravissimo e recente scandalo che, seppure tardivamente, ha interessato la
giunta regionale costringendola alle dimissioni.

I miei obiettivi per la sanità

1) L’intento che mi ha
spinto a candidarmi, relativamente al problema della sanità umbra, è quello di
riportare al centro dell’interesse il malato, migliorando la qualità
dell’assistenza con strutture adeguate, con una organizzazione del lavoro che
metta il cittadino al primo posto e con operatori sanitari motivati e non più
in affanno per la carenza di personale.

2) Tra i miei
obiettivi indico il potenziamento dell’ospedale di Spoleto, la città in cui
vivo, del quale fino a pochi giorni fa si paventava addirittura la chiusura del
punto nascita. L’ospedale di Spoleto per molti anni è stato un fiore
all’occhiello della sanità umbra, con professionisti di altissimo livello, che
richiamava utenza anche da fuori regione. Con la riconversione degli ospedali
di Norcia e Cascia, l’ospedale di Spoleto ha acquisito un ruolo centrale per
gli abitanti della Valnerina, che per semplici motivi logistici, non possono
recarsi altrove se non a costo di lunghi e pericolosi viaggi. Progressivamente
invece, negli ultimi anni, abbiamo assistito al depauperamento dell’ospedale,
al suo inesorabile declino. Tutto questo deve terminare, riattribuendo
all’ospedale della mia città il giusto ruolo che gli compete e che merita.

3) Vorrei inoltre
creare canali di interscambio con l’Azienda Ospedaliera di Terni, dove lavoro
come chirurgo. L’ospedale di Terni, sulla carta ad alta specializzazione, nel
corso degli ultimi anni è stato spogliato per effetto della volontà degli
amministratori regionali precedenti, delle sue peculiarità più significative.
Mi riferisco a quanto è stato fatto con la neurochirurgia e la cardiochirurgia
e la chirurgia toracica. L’Azienda Ospedaliera di Terni deve tornare ad essere
realmente un ospedale ad alta specializzazione, investendoci le risorse
necessarie . In questo modo, creando rapporti di collaborazione e scambio,
anche i cittadini e l’ospedale di Spoleto ne trarrebbero grandi benefici,
essendo l’Azienda Ospedaliera di Terni l’ospedale ad alta specializzazione più
vicino.

Antonio Di Cintio

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